Distretto, file e proteste per scegliere il medico

Nella sede sulla Nazionale Nord da un mese è aperto un solo sportello Razionati i numeretti. Un cittadino: non posso prendere altri permessi
PESCARA. Manca il personale e i numeretti per mettersi in fila vengono razionati. Non ne vengono distribuiti più di 40 nell'arco di una mattinata, non più di 15 il pomeriggio e i cittadini protestano. Da un mese è aperto un solo sportello, su due esistenti, all'ufficio scelta e revoca del medico di base al distretto sanitario di Pescara nord sulla Nazionale Adriatica.
Svariati cartelli affissi sui muri col nastro adesivo, a firma del direttore di distretto Lucia Romandini, avvertono «la gentile utenza che per l'ufficio scelta e revoca verranno erogati 40 numeri la mattina dal lunedì al venerdì e 15 numeri il martedì pomeriggio dalle 15 alle 17».
Un avviso a prova di protesta, perché subito dopo si legge: «Si informa che è possibile effettuare la scelta del medico o del pediatra anche nella sede di Pescara sud situata in via Rieti 47, dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 12». Come a dire: avete sempre una seconda possibilità. Il secondo sportello è chiuso da circa un mese perché l'operatore sarebbe stato trasferito ad altre mansioni all'ospedale di Pescara. La Asl, per voce di Maria Assunta Ceccagnoli, responsabile dell'ufficio comunicazioni, replica tranquillizzando gli utenti: «Uno spostamento non si fa per penalizzare un servizio, in ogni caso la struttura ha già fatto richiesta per potenziare il personale nel distretto». In attesa di un nuovo operatore, però, il disservizio è servito. «E' una corsa a chi arriva prima la mattina per prendere il numeretto», fa notare un utente appena giunto da Cepagatti per fare una prenotazione ambulatoriale al genitore che vive a Pescara. Lo stesso signore, però, spiega che «nel distretto sanitario di Cepagatti questo tipo servizio è in vigore da anni e non ci piace granchè». Nell'ex clinica Baiocchi , lo sportello scelta e revoca è aperto dalle 8.15 alle 12.15. Ma due mattine fa, alle 10.30, i 40 numeretti, infilati ogni mattina nella macchinetta erogatrice rossa, erano già tutti esauriti. Chi è arrivato dopo quell'ora, ha tentato di avere una spiegazione dall'unico operatore presente oppure rivolgendosi all'addetto allo «smistamento del traffico utenti», che rispondeva alle domande del pubblico in piedi accanto a una scrivania, con il badge al collo e una giacchetta poggiata sul braccio sinistro, che non ha mai abbandonato per l'intera mattinata. In quasi due ore, dalle 10.30 alle 12.20, lo sportello ha smaltito le pratiche di circa 12 persone. In questo arco di tempo, però, chi è rimasto fuori e non è riuscito ad agguantare il numeretto, ha girato i tacchi ed è andato via ripromettendosi di tornare il giorno dopo. Qualcuno è uscito piuttosto alterato: «Non posso di nuovo chiedere un permesso di lavoro per tornare qui domani».
Barbara ha perso la fila per un solo numeretto, l'ultimo, appena prelevato: «A Montesilvano, dove abito, non esiste lo sportello scelta e revoca, siamo costretti a venire qui per forza». Irma si è da poco trasferita a Montesilvano da Miglianico e ieri doveva effettuare la scelta del nuovo medico, ma la macchinetta era vuota: «Però non me ne vado: molta gente va via prima perché l'attesa è lunga e butta il numeretto nel cestino. Spero di poter recuperare la fila prima della chiusura». L'attesa l'ha premiata, ma chi resta ad aspettare il turno senza il numeretto deve sperare nella clemenza dello sportellista e organizzare la fila mettendosi d'accordo con gli altri utenti presenti.
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