Distretto sanitario, prestazioni limitate e disagi per l’utenza

Ascensore e sala d’attesa chiusi: cittadini in fila sotto il sole E per Odontoiatria e Fisioterapia non si sono locali adeguati
MONTESILVANO. L’attesa all’esterno avviene sotto il sole cocente o, in caso di maltempo, esposti alle intemperie. Una volta dentro le stanze strette e anguste, dove qui e là si possono osservare fili elettrici scoperti, non consentono l'erogazione delle prestazioni in modo efficiente e agevole. Specie oggi quando bisogna fare i conti con le misure di contenimento legate al coronavirus. La situazione nella quale si trova il distretto sanitario di base di Montesilvano, lungo corso Umberto, è piena di criticità e gli utenti sono sempre più esasperati.
«Siamo qui per denunciare ancora una volta quello che per noi rappresenta l’esempio lampante di una cattiva gestione del patrimonio pubblico e della medicina territoriale», afferma Domenico Pettinari, vicepresidente del Consiglio regionale che, ieri mattina, affiancato dalla consigliera comunale pentastellata Paola Ballarini, ha puntato i riflettori sul centro erogazione servizi lungo corso Umberto.
Con l’emergenza coronavirus, i servizi ambulatoriali specialistici sono stati garantiti nelle prestazioni di urgenza e brevi. Da qualche settimana, le prestazioni ordinarie sono state ripristinate parzialmente. Tutte, a eccezione del servizio di odontoiatria, che non è stato ancora riattivato. «Il distretto sanitario non ha locali idonei per ospitarlo e dove insiste attualmente non può più stare», denuncia Pettinari. «Stessa problematica si riscontra per l’ambulatorio di fisioterapia».
E alla luce degli stretti spazi a disposizione del distretto, per il quale la Asl corrisponde un affitto mensile di 10 mila euro, i medici e gli operatori sono costretti a dilatare i tempi tra una visita e un'altra almeno a intervalli di un’ora, per garantire il rispetto delle misure di distanziamento sociale. Nella struttura non è presente nemmeno un ascensore o un montascale per accedere al piano superiore e le sale d’attesa con capienza per un massimo di dieci persone sono inutilizzabili con le regole anti Covid.
«I cittadini sono esasperati perché non trovano risposta dalla medicina territoriale e spesso aggrediscono gli operatori e i medici», commenta Pettinari. «Questo distretto serve un bacino di 90 mila utenti. Oltre alle carenze strutturali, vi sono anche altre criticità. Dopo il pensionamento, il settimo livello nell’ufficio amministrativo non è stato sostituito. Ciò significa che il distretto manca di quella autonomia gestionale locale necessaria per snellire le pratiche burocratiche». A suscitare l'indignazione dei 5 Stelle è la mancata entrata in funzione a pieno regime del nuovo distretto, di proprietà della Asl, lungo via Di Vittorio. «Nonostante un’inaugurazione in pompa magna, più di un anno fa», prosegue Pettinari, «il nuovo distretto viene utilizzato solo al 3 per cento». «Per l’ultimo lotto dei lavori», specifica la consigliera Paola Ballarini, «il Comune è stazione appaltante. L’Ente non ha ancora approvato il bilancio previsionale 2019. Ciò significa che, procedendo in dodicesimi, non è possibile far partire gli appalti. Per il bilancio bisognerà attendere almeno settembre, dunque fino a quella data non potrà partire alcun lavoro». Pettinari e Ballarini lanciano una richiesta ufficiale all'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, di spostare nel più breve tempo possibile almeno l’ambulatorio di odontoiatria e poi tutti gli altri e rendere completamente funzionale il nuovo distretto.
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