Distrugge la propria casa poi aggredisce i carabinieri

Pianella, 29enne in crisi da astinenza da droga bloccato dai militari e dal 118 Ha danneggiato anche l’ambulanza. Ricoverato in Psichiatria, è stato denunciato
PIANELLA. Non è stato semplice, per il personale del 118 e i carabinieri, tranquillizzare e fermare un 29enne di Pianella che si è agitato, l’altra notte, e ha dato in escandescenze, prima in casa e poi in ambulanza, creando danni notevoli sia nell’abitazione sia nel mezzo di soccorso. Al termine dell’intervento, che si è rivelato particolarmente complesso per i carabinieri, il giovane è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento.
L’arrivo del 118 e della pattuglia dei carabinieri si è reso indispensabile, spiegano gli uomini del Nucleo operativo e Radiomobile dell’Arma, perché il 29enne era andato su tutte le furie, in casa. Non si esclude che a provocare tanta agitazione sia stata una crisi di astinenza, considerato che il 29enne fa uso di droga. I familiari hanno chiesto aiuto al 118 ma la presenza del personale medico ha avuto l’effetto opposto perché il giovane si è agitato ulteriormente. Ha mandato in frantumi tutto ciò che gli capitava sotto mano, prima in casa e poi nell’ambulanza, e per un po’ è apparso impossibile tenerlo buono, tanto che è stato sollecitato l’arrivo della pattuglia dell’Arma per procedere al Trattamento sanitario obbligatorio (Tso). Ma anche per i carabinieri la situazione è apparsa particolarmente difficile da gestire e c’è stata una colluttazione, nel corso della quale uno dei militari è rimasto lievemente ferito. Ha riportato una distorsione e una contusione al braccio e, dopo un controllo al Pronto soccorso, è stato giudicato guaribile in dieci giorni. Quando la situazione è rientrata nella normalità il giovane è stato trasferito in ospedale, a Pescara, e affidato alle cure del reparto di Psichiatria.
«Per l'ennesima volta», commenta il capitano Claudio Scarponi, comandante della compagnia di Pescara dei carabinieri, «abbiamo avuto la dimostrazione di quanto sia difficile gestire situazioni in cui ci troviamo di fronte soggetti affetti da disturbi mentali o persone totalmente alterate per l'abuso di alcool o droga».
Il pensiero corre a Torino e alla morte di un uomo avvenuta durante un Tso. A questo proposito, Scarponi fa notare che, in questi casi, «il ricorso alla forza – necessariamente minimo per tutelare l’incolumità fisica dell’altro – comporta il rischio per gli stessi carabinieri di rimanere feriti» e c’è sempre il pericolo che «delle patologie, a noi sconosciute, possano essere esasperate dallo stato di alterazione momentaneo, con conseguenze drammatiche», com’è avvenuto in Piemonte.
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