Distrutta una piantagione di marijuana

Collecorvino, blitz dei carabinieri dopo l’arresto del responsabile del terreno e di quattro complici: trinciate 700 piante
COLLECORVINO. Prima il rinvenimento nell’abitazione di Montesilvano di 5 chilogrammi di marijuana già suddivisa in buste, poi la scoperta di una vera e propria piantagione formata da circa 700 piante di canapa indiana in territorio di Collecorvino. Il responsabile della piantagione, G.A. 37 anni di Montesilvano, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Montesilvano con l’accusa di coltivazione di sostanze stupefacenti, essendo il principio attivo (thc) delle piante di molto superiore al minimo consentito dalla legge. Nei giorni successivi sono stati fermati per furto aggravato e detenzione illecita di sostanze stupefacente altri quattro giovani residenti tra Montesilvano e Città Sant’Angelo, sorpresi ad asportare le piante dal terreno sottoposto a sequestro.
Ieri pomeriggio i carabinieri, comandati dal capitano Luca La Verghetta, hanno proceduto alla totale distruzione della piantagione di canapa attraverso la trinciatura delle piante. La piantagione era stata scoperta a Collecorvino nei primi giorni di settembre. Tutta l’attività investigativa che ha portato alla scoperta delle piante di marijuana è infatti iniziata con l’arresto del 37enne, che una pattuglia ha sorpreso in auto subito dopo la “raccolta”. G.A. il 10 settembre scorso venne fermato a bordo della propria auto con tre cassette di plastica colme di arbusti di canapa e un coltello a serramanico. Dopo l’individuazione del campo dove era stata eseguita la “raccolta”, i militari hanno esteso le operazioni di perquisizione anche nella sua abitazione. Lì i carabinieri trovarono circa 5 chili di marijuana già suddivisa in dosi, un bilancino di precisione e lampade fluorescenti per far “stagionare” le piante. Contestualmente il terreno da cui proveniva è stato sottoposto a sequestro e il responsabile rinchiuso nel carcere di Pescara. Le analisi specifiche effettuate sulle piante sequestrate hanno accertato che il quantitativo di thc (delta-9-tetraidrocannabinolo, principio attivo presente nella cannabis) era di molto superiore a quanto previsto dalla legge.
Qualche settimana dopo, esattamente il 29 settembre, durante un controllo dell’area sequestrata, sono stati sorpresi nella piantagione, mentre tentavano di asportare gli arbusti, D.D. e U.A. di 20 anni; T.T. di 19; M.A. di 17 e G.R. di 16. Anche loro sono finiti in carcere. Le perquisizioni effettuate nelle loro abitazioni hanno permesso di rinvenire anche un apparato "radio scanner" perfettamente funzionante e settato sulle lunghezze d'onda delle radio in uso alle forze di polizia. Al termine degli accertamenti, il gip Elio Bongrazio, su richiesta del pm Andrea Di Giovanni, ha firmato il decreto di distruzione della piantagione, ieri eseguito. (e.r.)

