Docente morto in Turchia slitta il rientro a Pescara

3 Giugno 2016

Si allungano i tempi per il ritorno in Italia della salma di Alessandro Angelucci La cultura in lutto: il Mediamuseum potrebbe ospitare la camera ardente

PESCARA. A 5 giorni dalla morte di Alessandro Angelucci non c’è ancora certezza sul rientro della salma a Pescara. Slitta il giorno del ritorno del prof di 34 anni morto lunedì scorso in Turchia per una caduta in un dirupo di quasi 50 metri: il docente universitario potrebbe rientrare domenica o anche lunedì prossimo. Un’attesa che si allunga per la famiglia distrutta dal dolore.

Per l’addio ad Angelucci, insegnante di Teatro medievale e appassionato di storia, potrebbero aprirsi le porte del Mediamuseum, il museo del cinema pescarese: proprio il luogo in cui Alessandro ha tenuto tante presentazioni di libri potrebbe ospitare la sua camera ardente. Anche su questo, però, non c’è ancora certezza perché si aspetta di sapere la data precisa del rientro della salma. Ma, dopo gli attestati di stima arrivati da ogni parte, un luogo della cultura sembra il posto migliore per l’ultimo saluto.

Angelucci, originario di Lanciano e residente a Pescara in viale Kennedy, era arrivato in Turchia venerdì scorso per guidare un gruppo di studenti nel progetto Erasmus-Plus. A organizzare la loro partecipazione al progetto della ong turca Kargenc – che ha listato a lutto il proprio profilo Facebook con il messaggio «Ti ricorderemo sempre caro Alessandro» – era stata l’associazione Prometeus di Viterbo: un viaggio nel distretto di Karasu della provincia di Sakarya, a 200 chilometri da Istanbul. Dopo la tragedia, una delegata dell’associazione è andata a Istanbul.

Alessandro sarebbe dovuto tornare in città domenica prossima. Secondo i testimoni che hanno assistito all’incidente, Alessandro, dopo aver attraverso un torrente in una zona naturalistica, non si è cambiato le scarpe e, percorrendo un sentiero di roccia, è scivolato all’improvviso mentre stava bevendo dell’acqua da una bottiglietta: una scivolata e, poi, la caduta fatale in uno strapiombo. Anche l’autopsia, eseguita in un ospedale di Istanbul, ha confermato che la morte è avvenuta per le ferite riportate durante la caduta.

Angelucci, laureato in Storia medievale all’università di Bologna e specializzato con un dottorato di ricerca alla Scuola Superiore di Studi Storici dell’università di San Marino, aveva iniziato una carriera universitaria con un primo passo: era stato docente al Master di primo Livello in Teoria e Pratica di Teatro e Musica nel dipartimento di Lingue e letterature straniere della sede di Pescara. Angelucci lascia la mamma Angela e la sorella maggiore Giovanna. Soltanto due anni fa, Alessandro aveva pianto la morte del padre Roberto, ex dipendente della Regione.

La morte di Angelucci è stata un colpo per la cultura pescarese: tra le tante attività, Angelucci collaborava con l’Istituto nazionale di Studi crociani, con l’associazione Citylights e con la delegazione pescarese dell’Associazione Italiana di Cultura Classica. Angelucci non ha fatto in tempo a finire la sua ultima ricerca: stava lavorando, per la Salerno editrice, a un volume sui Vespri siciliani.

La famiglia di Angelucci è stata circondata dall’affetto di tanti: il consiglio comunale, martedì scorso, si è fermato un minuto e l’assessore Giovanni Di Iacovo e due consiglieri, Marco Presutti del Pd ed Enrica Sabatini del M5S, hanno ricordato Angelucci in aula; anche il sindaco Marco Alessandrini e il vice Enzo Del Vecchio hanno mandato un messaggio alla famiglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA