Dodici milioni per le aziende abruzzesi

I fondi serviranno a finanziare progetti di valorizzazione della filiera corta e la trasformazione dei prodotti locali
PESCARA . Ammontano a quasi 12 milioni di euro i finanziamenti che la Regione Abruzzo ha concesso a 19 aziende del territorio per sostenere investimenti finalizzati alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. La graduatoria è stata approvata il 24 settembre dal dipartimento agricoltura, che fa capo all’assessorato guidato da Emanuele Imprudente. Il bando, che risale al 2017, è finanziato con fondi europei del Piano di sviluppo rurale. La determina è stata firmata dalla dirigente del servizio, Elvira Di Vitantonio.
L’OBIETTIVO. L’intervento è stato pensato per migliorare la sostenibilità, dal punto di vista ambientale, del sistema di produzione degli alimenti; aumentare l’efficienza energetica, anche attraverso la produzione di energia da biomasse, e realizzare sistemi di tracciabilità, sicurezza alimentare e riconoscibilità delle produzioni. L’obiettivo primario resta sempre quello di valorizzare i prodotti locali a filiera corta, anche attraverso la creazione di una rete delle eccellenze agro-alimentare e restituire competitività alle aziende, migliorandone la redditività. Tra i requisiti di ammissibilità delle domande quello della provenienza dei prodotti da trasformare. Nel bando, infatti, era previsto che almeno il 50% delle materie prime provenisse dal territorio della regione.
IL LIMITE. Il bando prevedeva due ordini di finanziamento; il primo, quello cosiddetto “sopra soglia”, prevedeva la possibilità di ricevere finanziamenti superiori ai 500mila euro. Sono tre le aziende abruzzesi (la Sagem - Società abruzzese gestione mangimifici) di Roseto, la Ca’ d’Abruzzo di Fara Filiorum Petri e la società Fratelli De Cecco di Fara San Martino, che si sono aggiudicate i fondi europei;la prima ha ottenuto un finanziamento di 4 milioni e 260mila euro, la seconda 2,6 milioni, e la terza 2,2 milioni di euro. Ci sono poi altre 16 aziende (vedi tabella), che hanno ottenuto finanziamenti sotto ai 200mila euro. Uno degli obblighi a carico dei richiedenti, quello di dimostrare la validità del progetto attraverso un business plan, e «l’esistenza di concreti sbocchi di mercato per i prodotti finiti».
I TEMPI. L’entità del sostegno è pari al 40% del costo dell’investimento, il che significa che chi riceve i fondi deve anche investire una buona parte di capitale proprio.
Il beneficiario dovrà avviare i lavori per i quali è stato chiesto il sostegno entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento di concessione del sostegno, e concluderli entro 18 oppure 24 mesi (in base al grado di complessità del progetto).
Per ricevere materialmente il contributo l’azienda dovrà, entro 90 giorni dalla concessione, presentare una domanda per avere l’anticipo del 50% delle somme, dietro presentazione di polizza fideiussoria; seguiranno poi altri pagamenti dietro presentazione degli stati di avanzamento dei lavori (Sal). Infine, sarà versato il saldo finale, ma solo dopo che la Regione avrà constatato la conclusione dell’intervento.
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