Domani a San Cetteo l’ultimo saluto a Marino

Il penalista scomparso a 64 anni commemorato ieri all’Aquila in Corte d’appello e a Pescara con un minuto di silenzio in tribunale. La salma oggi alle 13 in obitorio
PESCARA. Una grande ondata di affetto e stima. In queste ore ci sono tutti gli amici, i colleghi, i conoscenti che hanno conosciuto l’avvocato penalista Paolo Marino, morto due sere fa a 64 anni. Nessuno riesce a credere che non ci sia più, strappato alla vita da un incidente stradale avvenuto la notte tra il 14 e il 15 febbraio sulla variante, mentre era alla guida di un Suv Mercedes che è finito sul guard rail.
Da allora non si è mai ripreso, e dopo un periodo all’ospedale di Pescara è stato trasferito prima a Popoli e poi a Porto Picenza Picena, dove le sue condizioni si sono aggravate all’inizio del mese, fino a precipitare giovedì sera.
Ieri in Corte d’appello, all’Aquila, c’è stata una commemorazione di Marino, e sono state espresse parole di profonda stima. A Pescara il giudice Maria Michela Di Fine ha fatto osservare un minuto di silenzio, in udienza. E durante il giorno in tanti hanno raggiunto o contattato la famiglia per far sentire la propria vicinanza, dai colleghi ai magistrati passando per i cancellieri.
«Per me era un mito», dice la nuora, Mariangela Locuratolo, moglie di Gianluca Marino, ma anche collega di Paolo, visto che lui l’aveva accolta nel suo studio e nella sua famiglia, come racconta lei stessa. «Per me era un punto di riferimento da quando l’ho conosciuto. La sua fama lo precedeva e a Teramo sapevo che era il principe del foro per cui sono entrata nel suo studio appena ho preso il titolo. Da allora è diventato il mio punto di riferimento, mi rivolgevo a lui per tutto. E mi manca come l’aria». Marino «non era una persona che si dava le arie, era sempre umile, nonostante che fosse stimato da tutti, compresi i magistrati. Era la deontologia fatta persona, ha portato la toga con un senso umano notevole: lui capiva, sentiva le persone. E ne ha aiutate tante».
Un uomo davvero «speciale», aggiunge Mariangela, che ha chiamato la sua bimba Linda Paola, dandole il nome del penalista anche perché sapeva che nonno-Marino ci teneva molto. «Era attivo, vitale, dinamico e viveva per il suo lavoro. Ha fatto tanto bene e la dimostrazione l’abbiamo avuta in ospedale, dove sono arrivati alcuni suoi clienti in lacrime».
L’addio domani, alle 16, nella cattedrale di San Cetteo. Oggi, dalle 13, la salma sarà all’obitorio di Pescara. (f.bu.)
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