Domani alle 3 giù due viadotti dell’A24

Spettacolare intervento con la dinamite alle porte dell’Aquila: Strada dei Parchi riprende i lavori non eseguiti da Anas
L’AQUILA. Le esplosioni poi la nube di polvere. Così, all’alba di domenica 26 settembre 2021, una demolizione controllata sgretolò una delle due carreggiate del viadotto Cerqueta, tra i primi costruiti sull’A24 Roma-L'Aquila. Quella spettacolare demolizione, eseguita con microcariche esplosive e considerevole perizia ingegneristica, venne ripresa dai droni della società Strada dei Parchi. Ed i filmati, di cui pubblichiamo alcuni fotogrammi, furono persino richiesti alla società concessionaria, che fa capo al Gruppo abruzzese Toto, da case cinematografiche per utilizzarli in film di guerra.
L’obiettivo di Sdp era di mettere in sicurezza quello ed altri viadotti. L’imponente piano antisismico, progettato da Strada dei Parchi, però si interruppe quando Anas subentrò alla società abruzzese, in seguito ad una decisione unilaterale dell’ex governo Draghi.
Ma ora i lavori possono ripartire da dove si erano interrotti. La concessionaria Strada dei Parchi, tornata in sella a gennaio scorso, ha infatti comunicato che, per completare in assenza di traffico la demolizione con microcariche dei viadotti Le Pastena e Cerqueta, dalle 3 alle 6 di domani sarà disposta la chiusura al traffico, in entrambe le direzioni, della tratta autostradale compresa tra gli svincoli dell’Aquila Ovest e Tornimparte. Vengono quindi consigliate le strade alternative, la strada Statale 17 e la Provinciale Amiternina. Un terzo viadotto, denominato “Monito”, verrà demolito subito dopo la ricostruzione completa dei due che saranno sgretolati, in appena tre ore, nel corso di questa notte.
E poi? E poi c’è l’incognita del futuro delle autostrade A24 e A25 di cui la politica regionale, concentrata sul raddoppio della ferrovia Pescara-Roma, non sembra preoccuparsi più di tanto. Ma la messa in sicurezza delle due infrastrutture autostradali è una priorità per l’Abruzzo e la situazione attuale non fa ben sperare.
I fatti, in estrema sintesi, sono i seguenti: il piano per l’adeguamento e la messa in sicurezza globale di A24 e A25, secondo la stima del Commissario straordinario, Marco Corsini, il cui incaricò peraltro scadrà il prossimo anno, costa 9 miliardi di euro.
Di questi però ne sono stati spesi finora meno di un terzo per completare il 40% delle opere. O forse anche di meno. Dei restanti 6 miliardi non si sa nulla: mancano totalmente all’appello. Mentre gli 800 milioni di euro che restano della prima tranche di finanziamenti, saranno utilizzati per mettere in sicurezza l’area di oltre 200 metri, sull’A24, a monte delle pertinenze autostradali, dove il 30 marzo del 2022 si verificò un imponente cedimento di roccia e terra, “la frana di Roviano” che per un puro miracolò non fece una strage.
Ma il resto della storia, come si diceva, è un’incognita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

