Domani chiude il canile: provvisorio per 34 anni e senza l’autorizzazione

30 Dicembre 2023

Sistemati tutti gli animali ospitati nella struttura abusiva vicino al fiume I pitbull «problematici» trasferiti nel Lazio. Di Nisio: ora il nuovo rifugio

PESCARA. Chiude domani, dopo 34 anni di attività, il canile «provvisorio» di via Raiale. Era il 1989 quando partirono i lavori «in prossimità del fiume Pescara». E non fu un’intuizione formidabile: «Il 10 aprile 1992 si verificò l’esondazione del fiume Pescara e, a seguito di tale evento, morirono annegati numerosi cani mentre i manufatti del canile furono completamente allagati e danneggiati», recita una relazione allegata alla delibera della giunta Masci che decreta la fine del canile, abusivo da sempre ma sempre tollerato. «Dopo l’esondazione», prosegue la relazione firmata dal dirigente Aldo Cicconetti, «cittadini volontari e associazioni a difesa degli animali allestirono, in via del tutto spontanea, un canile provvisorio in un terreno di proprietà comunale, confinante con l’area dell’ex inceneritore, al fine di svolgere attività di accudimento degli animali». Ma il documento sottolinea un dettaglio: «Negli anni non sono stati emessi provvedimenti definitivi da parte del Comune di Pescara che abbiano dato l’autorizzazione dell’amministrazione alla realizzazione del canile/rifugio nel luogo ove attualmente è ubicato». Un canile costantemente fuorilegge fino a quando la Asl non ha contestato «diverse non conformità, tra le quali la mancanza dell’autorizzazione sanitaria da parte del sindaco per una serie di carenze strutturali». Le amministrazioni alla guida della città si sono alternate ma, adesso, la delibera della giunta ammette: «I lavori di adeguamento del canile, indispensabili per superare la cronica mancanza dei requisiti strutturali all’interno dello stesso, non sono stati mai realizzati dall’amministrazione comunale, a causa di risorse a disposizione risultate insufficienti e delle criticità connesse all’area in cui il canile è ubicato, individuata dal Piano stralcio difesa dalle alluvioni (Psda) a rischio esondazioni periodiche del fiume Pescara che metterebbero a serio rischio l’incolumità degli animali». L’area del canile attualmente ricade in una zona «classificata a pericolosità idraulica elevata e molto elevata».
I 39 cani ospitati fino all’inizio di novembre nella struttura, sono stati tutti sistemati, compresi i pitbull: l’emergenza ventilata, fino alla convocazione di un consiglio comunale straordinario, è stata superata con il contribuito da 1.100 euro al mese per un anno varato dall’amministrazione Masci per favorire le adozioni. Sono stati 19 i cani adottati. Nessun animale, dopo le proteste delle associazioni animaliste, è stato trasferito al canile Zoo parco La Rupe di Civitella. «I pitbull problematici attualmente sono ospitati in una struttura specializzata nel Lazio», recita una nota della Lega del Cane di Pescara, gestore del canile fino a domani. Anche l’imprenditore Daniel Kihlgren, lo stesso che aveva offerto gratis al Comune un terreno a Santa Teresa di Spoltore per costruire il canile, ha adottato 4 pitbull. E adesso? L’amministrazione Masci è in attesa di un cenno dal Comune di Spoltore: è stata trovata un’altra area per costruire un nuovo canile. «Sono felice che, alla fine, il caso sia stato risolto nonostante le strumentalizzazioni e ringrazio la Lega del cane per il lavoro svolto in questi anni», dicono l’assessore al Benessere animali Nicoletta Di Nisio e il sindaco Carlo Masci, «siamo riusciti a trovare un accordo di buon senso e, adesso, aspettiamo la decisione di Spoltore per realizzare il nuovo canile intercomunale».
Intanto, in via Raiale è iniziato lo smantellamento: la Lega del Cane ha chiesto al Comune «di poter prelevare tutto il materiale recuperabile (tettoie, reti, cancelli, pali) al fine di riutilizzarlo in altri siti» e sindaco e assessori hanno detto sì «per fare in modo che gli stessi possano essere impiegati per l’accudimento degli animali in altre strutture».