Domani il vertice decisivo per ricucire la spaccatura

Marsilio, Sigismondi e Pagano incontrano D’Eramo dopo la rottura in Consiglio E la Lega dà il primo segnale di pace ritirando la proposta di legge anti-Marcozzi
PESCARA. Un vertice a Pescara per ricucire lo strappo nel centrodestra a meno di dieci mesi dalle elezioni regionali. L’incontro, aperto ai segretari di partito, è fissato per domani e sarà decisivo per il futuro e gli equilibri della politica regionale con riflessi inevitabili anche per le scelte che il centrosinistra si sta attardando a fare.
Marco Marsilio e Luigi D’Eramo proveranno a stringersi la mano, dopo la spaccatura sorta nell’ultimo Consiglio regionale che ha vista la Lega alleata con Pd e M5S contro Fratelli d’Italia e Forza Italia.
La causa che ha scatenato la rottura è stata la proposta di legge per istituire la sesta Commissione permanente regionale per l’emergenza idrica voluta dalla consigliera ex 5 Stelle, Sara Marcozzi, ormai in quota centrodestra. Ma la Lega di D’Eramo ha detto no, rompendo con gli alleati. Gli ultimi eventi hanno però cambiato lo scenario politico: la morte del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi e, a livello locale, l’inchiesta penale che si è abbattuta sul Comune di Pescara, hanno inciso sulle scelte del centrodestra. Il primo segnale di distensione è arrivato dalla Lega che, due giorni, in Commissione Bilancio, ha deciso di congelare, per ora, una proposta di legge che di fatto cancella la Commissione-Marcozzi. A firmarla sono stati Fabrizio Montepara, Sabrina Bocchino, Vincenzo D’Incecco, Antonietta La Porta e Simona Cardinali, i cinque consiglieri, dei dieci iniziali, rimasti fedeli a D’Eramo.
Sfruttando un sistema che piace molto a Giorgia Meloni, premier e leader del partito di Marsilio, il progetto di legge prevede la creazione di una Cabina di regia regionale in alternativa alla Commissione Marcozzi, con le stesse funzioni di quest’ultima di monitoraggio sul territorio abruzzese della risorsa idrica e di prevenzione e contrasto all'emergenza idrica. A presiederla sarebbe Marsilio, e a comporla verrebbero nominati l’assessore regionale con delega in materia di servizio idrico; cinque consiglieri regionali di cui due in rappresentanza delle minoranze; il presidente dell'Ersi, ed i rappresentanti dei Consorzi di bonifica. Inoltre, alle riunioni della Cabina di regia sono invitati gli assessori regionali di volta in volta e seconda degli argomenti trattati. Così come la stessa può avvalersi, per il supporto tecnico, dei dirigenti e funzionari dei Dipartimenti regionali competenti in materia di risorse idriche e dissesto idrogeologico. Le riunioni avverrebbero con cadenza almeno mensile, e ai partecipanti non spetterebbero “emolumenti, compensi, gettoni di presenza, rimborsi spesa o altre utilità”. Se la Lega avesse presentato questa proposta di legge in Commissione Bilancio, presieduta dallo stesso Montepara, avrebbe incassato i voti di Pd e M5S, come è accaduto nell’ultimo consiglio regionale. Ma ha scelto di dare un segnale di pace. E si aspetta di ottenere un’adeguata contropartita altrimenti la crepa con FdI e Forza Italia resta. Anzi si allarga di molto. (l.c.)
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