Domenico ed Eleonora uniti nell’ultimo saluto

28 Giugno 2014

A Santa Teresa di Spoltore i funerali del pensionato suicida dopo aver ucciso la moglie ll prete: Dio abbia misericordia per queste due anime unite nella vita e nella morte

SPOLTORE. Una folla commossa ha dato l’addio, ieri mattina nella chiesa di Santa Teresa d’Avila, ai coniugi Domenico Ranalli, 89 anni, ed Eleonora Perfelice, 85. I due anziani sono morti, martedì mattina, tra le 7 e le 8, quando l’uomo ha ammazzato a martellate la moglie malata, affetta da una patologia neurodegenerativa, e subito dopo ha deciso di farla finita gettandosi nelle acque del fiume Pescara. I funerali della coppia sono stati celebrati nella chiesa parrocchiale di Santa Teresa di Spoltore dal sacerdote don Cleto Panaccio. Alle 10, i due carri funebri provenienti dall’obitorio dell’ospedale civile sono arrivati insieme sul sagrato della chiesa. Le bare di legno chiaro, una accanto all’altra, sono state portate davanti all’altare in un silenzio quasi surreale, con i nipoti e i tre figli dei due anziani, Giuseppina, Vanna e Vincenzo, in lacrime dietro ai feretri.

«E’ successo un fatto straziante che ci lascia attoniti e addolorati», ha detto don Cleto durante l’omelia. «Lasciamo alla magistratura il compito di ricostruire la dinamica e le motivazioni di questa tragedia, a noi spetta pregare perché il Signore abbia misericordia e perdono per queste due anime unite nella vita e nella morte, un amore che vince anche la morte. Noi non possiamo dare giudizi, può farlo solo il Signore, solo lui scruta e conosce i segreti del cuore. Ai figli e nipoti, ai parenti tutti, vanno le condoglianze mie e di tutta la comunità di Santa Teresa». Per portare alla famiglia Ranalli il cordoglio dell’amministrazione comunale alla messa esequiale hanno partecipato il sindaco Luciano Di Lorito, il vice sindaco Enio Rosini e i consiglieri Francesca Sborgia e Nada Di Giandomenico. Al termine del rito, le salme sono state trasportate al cimitero di Spoltore capoluogo, dove Domenico e Eleonora saranno sepolti, insieme anche dopo la morte, per continuare un’unione nata 71 anni fa.

Nella mente dell’89enne il raptus che lo ha portato a mettere fine alla vita della moglie è scattato, nella casa di via Aterno, martedì intorno alle 7, anche se gli investigatori non escludono la premeditazione. Dopo aver preso un martello, Ranalli si è scagliato contro la consorte, che si trovava ancora in camera da letto. Stando a quanto emerso dall’autopsia, in preda alla furia omicida il marito ha percosso la testa della donna con almeno 8 martellate, colpi che hanno fatto perdere i sensi all’anziana, rimasta agonizzante in una pozza di sangue. A quel punto, alle 7,20, Domenico Ranalli chiama al telefono la figlia Giuseppina, le confessa l’omicidio appena compiuto e annuncia di volersi suicidare. Prima di uscire di casa l’uomo lascia un biglietto di addio e scuse ai parenti e agli amici, accanto mette 1.600 euro, l’ultimo dono ai nipoti, poi prende la sua Panda e si dirige nel vicino parcheggio dell’Auchan-Mall. Parcheggia l’auto, percorre i pochi metri che separano l’area di sosta dalla sponda del fiume e si lascia morire in acqua, dopo essersi legato ad un paletto, per impedire alla corrente di portar via il suo corpo. Allertati dalla figlia Giuseppina, i carabinieri si sono recati nella casa di via Aterno, dove Eleonora Pierfelice giaceva moribonda, spirata poco dopo in ospedale. Il suo carnefice, il marito, è stato poi trovato cadavere nel fiume.

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