Don Amadio: «I genitori educhino di più i figli alla fede»
PESCARA. «Quando i bambini arrivano da noi per fare il catechismo non sanno neppure fare il segno della croce e non conoscono l’Ave Maria. I genitori dovrebbero preoccuparsi di più dell’educazione...
PESCARA. «Quando i bambini arrivano da noi per fare il catechismo non sanno neppure fare il segno della croce e non conoscono l’Ave Maria. I genitori dovrebbero preoccuparsi di più dell’educazione dei figli che stanno per fare la prima comunione, invece spesso sono più concentrati con l’organizzazione della festa».
E’ un dolce, ma severo, rimbrotto a mamma e papà, distratti dai preparativi per rendere quel giorno indimenticabile agli occhi dei pargoli, quello che arriva da don Vincenzo Amadio, parroco di San Pietro Apostolo (chiesa del mare).
Il sacerdote sottolinea i cambiamenti, nel corso degli anni, del modo di approcciare a questo sacramento da parte delle famiglie che avvicinano i figli all’emozione del primo incontro con l’ostia sacra del corpo di Cristo.
«Quando la famiglia segue l’educazione cristiana e l’educazione alla fede», spiega don Vincenzo, «la parrocchia è di supporto e il catechismo diventa la formazione dei ragazzi che faranno la comunione. Mi piacerebbe che i genitori chiedessero ai figli: cosa hai fatto oggi al catechismo, cosa hai imparato? Con i bravissimi catechisti facciamo molte letture dei Vangeli che diventa una importante esperienza di fede per i bambini che si avvicinano alla comunione. Un impegno, quella educazione alla fede, che dovrebbe scattare già dal momento del battesimo».
Ogni lezione è caratterizzata anche dalla «partecipazione alla messa» e, dopo la funzione, tutti a casa.
Quest’anno i bambini che faranno la comunione il 26 maggio sono 26. L’anno scorso era una sessantina i comunicandi hanno affollato le sale della parrocchia sul mare l’ultima domenica di maggio. Alcuni gruppi sono stati presi in carico dal santuario del Sacro Cuore, nell’omonima piazza, che collabora attivamente con la chiesa di don Amadio. (c.co.)

