Don Fulvio il Perdonatore: cancello i peccati più gravi

Prete esorcista, dal 1979 parroco della chiesa di San Cristoforo a Moscufo ha ricevuto direttamente dal Papa il mandato di missionario della Misericordia
MOSCUFO. I grandi peccatori, da oggi, possono rivolgersi anche ai sacerdoti di paese per ottenere il perdono e la piena assoluzione. La Chiesa di papa Francesco perdona i peccati più gravi nell'anno del Giubileo e lo fa anche attraverso i parroci dei piccoli centri, come don Fulvio Di Fulvio, esorcista di fama e dal 1979 parroco della chiesa di San Cristoforo in vico d'Ercole a Moscufo.
Don Fulvio, 71 anni, originario di Serramonacesca, ha ricevuto direttamente dal Pontefice il mandato di missionario della Misericordia. Con lui, durante la cerimonia del 9 febbraio scorso in Vaticano, hanno ricevuto la nomina altri 1068 sacerdoti provenienti da tutto il mondo.
Don Fulvio, in che cosa consiste questa delega papale?
«Con questo mandato abbiamo l'autorità, normalmente riservata al Santo Padre, di assolvere le persone dai peccati più gravi, che possono provocare anche la scomunica verso chi li compie».
Quali sono, secondo la Chiesa di Roma, i peccati più gravi?
«Sono cinque. La profanazione dell'Eucarestia, come ad esempio rubare le ostie in chiesa per usarle nei riti satanici; la violenza fisica contro il Pontefice; per i sacerdoti venire meno al segreto confessionale e l'assoluzione del complice in peccato contro il sesto comandamento, non commettere adulterio, quindi se un sacerdote ha una relazione con una donna e la assolve, commette peccato e, infine, il vescovo che ordina un altro vescovo senza mandato pontificio. Anche l'aborto è peccato grave, ma può essere assolto normalmente da tutti i sacerdoti».
Dunque, da questo momento come cambierà il suo lavoro nel confessionale?
«Non cambierà nulla. Confesserò, come faccio da 45 anni, da quando sono diventato sacerdote, con l'unica differenza che potrò assolvere con una breve formula di rito, ma anche con parole di fede spontanea, coloro che, si spera, condurranno poi la loro vita, verso il pentimento».
Perché Bergoglio l'ha scelta per questo delicato incarico?
«Papa Francesco vuole portare avanti la volontà espressa da Giovanni XXIII e del Concilio Vaticano II di creare una Chiesa basata sulla misericordia e sulla comprensione e non sul rigore. Misericordia che Bergoglio vuole estendere a tutti, senza escludere nessuno. Per questa ragione ha scelto oltre mille missionari nel mondo affinché più rapidamente arrivino nei cuori della gente comune. Io sono stato presentato al Papa da monsignor Tommaso Valentinetti, vescovo della diocesi Pescara-Penne su proposta del movimento Rinnovamento dello Spirito, al quale appartengo».
Don Fulvio nasce 71 anni fa a Serramonacesca da papà Francesco e mamma Genuina, emigrati negli Stati Uniti nel 1915, dove svolgevano la professione di commercianti di generi alimentari. Ottavo di nove figli (Maria, Tullio, Ubaldo, Arnaldo, Irene, Tarcisio, altri due mai nati), sente la "chiamata" da Dio all'età di cinque anni.
«All'epoca i miei mi portavano sempre nella chiesa di Maria Assunta e ogni volta era una festa, un piacere andare in chiesa. Sentivo già da piccino che sarei diventato sacerdote. A 10 anni entrai in seminario dai Comboniani a Troia, in provincia di Foggia, e poi a Sulmona. Quindi studi di filosofia in Inghilterra, a Sunningdale, nei pressi di Londra, poi il ritorno in Italia e gli studi di teologia a Verona».
Nel 1971 fu ordinato sacerdote a Serramonacesca, da monsignor Cesario D'Amato, abate di San Paolo a Roma. I primi incarichi in alcune parrocchie di Brescia, nel 1976 cappellano dell'ospedale di Pescara, poi vice parroco per due anni alla chiesa del Sacro Cuore e quindi a Moscufo, dove il sacerdote guida la parrocchia da quasi un secolo.
Dove e quando inizia la sua carriera di prete esorcista che la farà conoscere anche fuori dai confini regionali?
«I primi casi a Brescia, nel 1974, dove si sono registrati fenomeni demoniaci incredibili con persone che vomitavano pesche e vini inaciditi bevuti quaranta anni prima, questo ho scoperto dialogando in seguito con le persone guarite. Da quel momento, sono iniziati i miei incontri per conoscere più da vicino questo fenomeno grazie alle sollecitazioni di Gabriele Amorth, esorcista della diocesi di Roma. In Abruzzo, il primo caso nel 1980 con una giovane donna che aveva venduto l'anima al diavolo e faceva riti satanici sulle tombe insieme al fidanzato».
E' vero che in Abruzzo esistono sette sataniche al femminile?
«Sì, ce ne sono molte e operano silenti. E sono tanti i giovani fanno le sedute spiritiche in casa, in maniera riservata. Impossibile stabilire i dati del fenomeno, ma è sempre più in espansione».
Quali sono i gradi delle manifestazioni sataniche?
«Sono principalmente tre: vessazione, possessione e ossessione. La vessazione si manifesta con il tormento fisico delle vittime con ferite e piaghe che compaiono e scompaiono all'improvviso; le vie della possessione e dell'ossessione sono molteplici e si evidenziano con il disordine mentale, l'odio, la volgarità, la pornografia, l'ambizione sfrenata. Le persone possedute sono incapaci di amare, si chiudono in se stesse, possono avere alterazione della voce, urlano inconsapevolmente, si contorcono, talvolta hanno la bava alla bocca. Le manifestazioni sono tante e tali che la Chiesa richiede il contributo esperti psichiatri per capire se il soggetto ha disturbi mentali».
Come si guariscono le persone possedute dal Diavolo?
«Ricostruiamo il vissuto personale degli individui, fino a risalire alla causa del problema che spesso ha radici familiari profonde. Durante il rito, che non è mai statico, non combattiamo Satana di per sè, ma mettiamo ordine nel disordine morale delle persone. Se la famiglia è sgretolata, i figli sono rovinati. Io dico sempre alle persone che vengono da me da tutto l'Abruzzo e da tutte le regioni d'Italia: non mandate i vostri figli dallo psicologo, ma state con loro tutto il tempo che potete perché il matrimonio è comunione di vita. Il mio primo consiglio è lavorare sulla ricostruzione della famiglia, che è unica e sola fonte di calore dettato dall'amore e non dal freddo di una provetta a 80 gradi sotto zero, vera negazione della dignità umana. I drammi irrisolti, dalla nascita e lungo il cammino della vita, condizionano lo sviluppo successivo degli esseri umani.
Ha poteri speciali che le permettono di guarire le persone solo con l'imposizione delle mani sulla testa?
«No, non ho alcun potere speciale. Lo Spirito Santo agisce attraverso la preghiera durante l'esorcismo, in cui sono spesso da solo».
E non ha paura?
«No, perché ho il potere della fede e della preghiera a sostenermi nelle prove quotidiane».
Ha vissuto incontri ravvicinati con il Demonio?
«Sì, diverse volte, sia in Abruzzo sia fuori regione. Una volta a Riccione ho dovuto benedire un hotel dove centinaia di persone, compreso me, che la notte non avevano dormito perché disturbati da strani rumori di cui non si è capita la natura».
Don Fulvio, è vero che ha esorcizzato anche un notissimo personaggio dello star system internazionale?
«Sì, è accaduto nel 1985 a Pescara, ma non posso dire di chi si tratta».
Riguardo alla pedofilia nella Chiesa, qualcosa sta cambiando?
La Chiesa non tollera la pedofilia, per questo i sacerdoti sono tenuti a denunciare quando vengono a conoscenza di certi casi, ma solo la Chiesa lo fa, gli altri no; in questo modo sembra che la pedofilia sia solo all'interno della Chiesa. Negli Stati Uniti alcune diocesi sono fallite per risarcire le vittime dei pedofili, ma sta diventando sempre più un business per i legali che si occupano di queste cause».
Perché i sacerdoti non si possono sposare?
«Personalmente ho fatto una scelta di celibato perché volevo svolgere il mio operato solo a disposizione della comunità. La Chiesa cattolica d'Occidente ha detto no, un tempo, al matrimonio dei sacerdoti, ma secondo alcuni particolari ordinamenti ecclesiastici, se da noi il vescovo volesse ordinare sacerdote una persona sposata potrebbe farlo, sempre secondo il consenso della Santa Sede».
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