Don Massimiliano: «Paghiamo anni di disattenzione»

Don Massimiliano De Luca (nella foto) non è tenero alla fine della fiaccolata che ieri sera ha attraversato le strade di Villa del Fuoco. «Gli omicidi sono il frutto di una situazione incancrenita»,...
Don Massimiliano De Luca (nella foto) non è tenero alla fine della fiaccolata che ieri sera ha attraversato le strade di Villa del Fuoco. «Gli omicidi sono il frutto di una situazione incancrenita», ha ripetuto il parroco della chiesa dei Santi Angeli Custodi sul sagrato dove è iniziato e finito il corteo, «paghiamo lo scotto di anni e di decenni di disattenzione: gli scippi, le rapine, le occupazioni abusive, lo spaccio e gli omicidi sono il frutto di tutta quella disattenzione. Ci dicono che qui non c’è criminalità organizzata ma solo criminali comuni?», ha aggiunto, «non cambia molto per noi: siamo ugualmente costretti a convivere con situazioni che rendono invivibile un territorio nel quale risiedono diecimila persone».
In giornata, don Massimiliano aveva presentato la manifestazione sottolineando che «è una fiaccolata silenziosa perché non c’è più niente e non abbiamo più niente da dire: quello che dovevamo dire lo stiamo dicendo da anni. La verità», aveva tuonato il parroco, «è che creare delle discariche sociali fa comodo». Sull’abbattimento di parte del Ferro di Cavallo, questione tornata alla ribalta dopo l’omicidio di Capodanno, don Massimiliano ha sottolineato che «il sindaco Carlo Masci ha fatto sua la nostra proposta di quando c’era stato l’incontro con i candidati a sindaco, durante la campagna elettorale. Il Ferro di Cavallo è un errore sociale che fa sì che la povertà venga ghettizzata. Le periferie sono delle vere e proprie discariche sociali: io credo che le case di edilizia popolare debbano essere non solo in periferia, ma anche in centro se si vuole fare veramente integrazione», ha continuato il parroco, «il problema è che nessuno le vuole avere vicino casa». (a.r.)
In giornata, don Massimiliano aveva presentato la manifestazione sottolineando che «è una fiaccolata silenziosa perché non c’è più niente e non abbiamo più niente da dire: quello che dovevamo dire lo stiamo dicendo da anni. La verità», aveva tuonato il parroco, «è che creare delle discariche sociali fa comodo». Sull’abbattimento di parte del Ferro di Cavallo, questione tornata alla ribalta dopo l’omicidio di Capodanno, don Massimiliano ha sottolineato che «il sindaco Carlo Masci ha fatto sua la nostra proposta di quando c’era stato l’incontro con i candidati a sindaco, durante la campagna elettorale. Il Ferro di Cavallo è un errore sociale che fa sì che la povertà venga ghettizzata. Le periferie sono delle vere e proprie discariche sociali: io credo che le case di edilizia popolare debbano essere non solo in periferia, ma anche in centro se si vuole fare veramente integrazione», ha continuato il parroco, «il problema è che nessuno le vuole avere vicino casa». (a.r.)

