Doni, sorrisi e tanta solidarietà: la festa simbolo voluta da Noemi

24 Dicembre 2023

Il gesto di speranza dell’associazione che unisce le famiglie con figli affetti da malattie rare e gravi I regali ai piccoli degenti dell’ospedale di Pescara dove è nata la prima Terapia intensiva pediatrica

PESCARA. Il Natale diventa una favola bella quando i volontari dell'associazione “Progetto Noemi” e i clown di "Pronto sorriso" arrivano in corsia e sui volti sofferenti dei bimbi ricoverati nell’ospedale Santo Spirito di Pescara si accende un sorriso di speranza.
È la solidarietà nella solidarietà: una carezza donata dall’associazione che unisce le famiglie con piccoli affetti da gravissime e rare patologie, che combattono la loro battaglia per la vita, ad altri bambini che passeranno le feste di Natale in un lettino d'ospedale.
La favola natalizia più bella porta il volto simbolico di Noemi Sciarretta e di decine di piccoli pazienti che conoscono il peso della sofferenza e il valore di un gesto d'affetto. Bimbi fragili, ma combattivi. A loro Babbo Natale, Minnie e Topolino hanno regalato, ieri mattina, attimi di felicità donando barrette di cioccolato, matite, pennarelli colorati, panettoni solidali. I reparti di pediatria e di terapia sub intensiva dell'ospedale di Pescara si sono animati dei colori e delle voci della solidarietà. Doni che hanno regalato un sorriso anche ai piccoli pazienti del Centro trapianti midollo osseo e di quel reparto di terapia intensiva pediatrica, con quattro posti letto, che proprio alla tenacia della "Progetto Noemi" deve la sua esistenza.
Qualcosa di più di "Un sorriso in ospedale", come recita il progetto messo in piedi in collaborazione con il Comune di Pescara. È la consapevolezza che quei bambini gravemente malati «non sono più un mondo a parte, ma fanno parte del mondo».
DONI AI PICCOLI MALATI.
Gli occhi di Andrea Sciarretta, presidente dell'associazione "Progetto Noemi" e papà della piccola di 11 anni di Guardiagrele affetta da Atrofia muscolare spinale diventata un simbolo di speranza e positività, si illuminano quando racconta la visita all'ospedale di Pescara in occasione del Natale.
Accolti dal direttore sanitario aziendale, Rossano Di Luzio e da Maurizio Aricò, direttore del reparto di Pediatria, hanno distribuito piccoli doni e dolcetti ai bambini ricoverati. Poi, è stata la volta del Centro trapianti di midollo osseo, diretto dalla dottoressa Stella Santarone e della terapia intensiva pediatrica, diretta dalla dottoressa Rosamaria Zocaro. Tra quelle stanze, con i disegni colorati appesi alle pareti, gli addobbi di Natale e i giochi per i momenti di svago, ogni bambino combatte la sua battaglia contro la malattia. L'emozione più grande, varcare la soglia della terapia intensiva pediatrica, inaugurata il 5 ottobre scorso, dopo anni di battaglie portate avanti dalla Progetto Noemi.
«Vedere i bambini sorridere al nostro ingresso, afferrare tra le mani i piccoli doni, ci ha commosso e intenerito», dice papà Andrea, «è un gesto di solidarietà che ha un valore aggiunto perché parte da bambini gravemente malati come Noemi, che combattono ogni giorno, ma che hanno avuto un pensiero per i piccoli pazienti fragili che trascorreranno il Natale in ospedale».
TEMPO DI BILANCI.
Un gesto di solidarietà che ha commosso il personale in servizio. «Si chiude un anno in cui la Progetto Noemi ha dato il massimo per richiamare l'attenzione sui pazienti affetti da gravissime patologie invalidanti», racconta al Centro Andrea Sciarretta, «molto abbiamo fatto con il bando caregiver della Regione che sostiene 75 famiglie e con l'inaugurazione dei quattro posti letto della terapia intensiva pediatrica a Pescara, la prima in Abruzzo. Ma c'è ancora tantissimo da fare per sostenere famiglie che vivono un dramma importante».
Una battaglia che non è solo di Noemi, «ma che ha raccolto intorno all'associazione migliaia di volontari», ricorda papà Andrea, «in una grande abbraccio solidale. Il segno che non siamo più un mondo a parte, ma facciamo parte anche noi del mondo».
Sciarretta ha infine rivolto un augurio «a tutti i bambini abruzzesi che soffrono e alle loro famiglie, nella speranza che mai nessuno debba sentirsi solo».
Gli arcobaleni sulle pareti, i personaggi delle fiabe tra le stanze dei piccoli pazienti sono il segno di un mondo di speranza tra fili di tubicini e flebo, mascherine e respiratori. Un'umanizzazione delle cure che colora anche i momenti più bui. In un Natale di rinnovata speranza. (m.p.)
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