Donna Briseide, Pianella celebra il sindaco scelto per la ricostruzione

8 Marzo 2020

PIANELLA. Un pugno di donne si contende il titolo di primo sindaco rosa dell’Italia repubblicana. Una sfida di campanile nella quale Pianella mette in campo il nome di Briseide Verrotti, che si cinse...

PIANELLA. Un pugno di donne si contende il titolo di primo sindaco rosa dell’Italia repubblicana. Una sfida di campanile nella quale Pianella mette in campo il nome di Briseide Verrotti, che si cinse della fascia tricolore dal 1946 al 1951. In occasione della ricorrenza dell’8 marzo il paese voleva celebrare “donna Briseide” con un convegno, annullato per l’emergenza coronavirus. A lei potrebbe presto essere intitolata una strada: è infatti questa l’iniziativa che vuole portare avanti Anna Bruna Giansante, consigliere nazionale Anci e rappresentante in municipio della lista Pianella Vicina.
I PRIMI SINDACI DONNA. Nel marzo del 1946 l’Italia libera elegge i consigli comunali. Le urne della Penisola promuovono circa duemila candidate. All’epoca il sindaco viene scelto in un secondo momento dal consiglio, e non direttamente come oggi. Paradossalmente, nel Sud che dovrebbe essere meno aperto mentalmente, si contano ben tre sindaci donna in Calabria, a partire dalla 24enne Caterina Tufarelli Palumbo di San Sosti, nel Cosentino, promossa sindaco negli stessi giorni della sarda Ninetta Bartoli a Borutta, in provincia di Sassari. In ogni caso, in Abruzzo, nessuna insidia il primato della Verrotti.
DONNA BRISEIDE. Nata l’11 ottobre 1885 nella casa di famiglia in via Pallade, dal dottore in legge Alfonso Maria Felicissimo Verrotti e da Marianna Luisa De Sanctis, Briseide ha 60 anni ed è “signorina” quando si va alle urne. È stata candidata nella lista della Democrazia cristiana. L’assemblea civica la sceglie per guidare un paese che, come tutta l’Italia, esce distrutto dalle macerie della guerra. Viene ricordata come una donna dall’aspetto minuto, ma di grande vigore e decisione, estremamente legata ai valori cristiani. Fu anche presidentessa del Terz’ordine carmelitano, associazione laica di ispirazione religiosa.
L’IMPEGNO SOCIALE. Donna Briseide resta alla guida del Comune per cinque anni. Nel suo discorso di insediamento la Verrotti invoca i valori del cristianesimo e della fratellanza, di pace e solidarietà, richiama la figura di Giovanna d’Arco come esempio di forza e di coraggio femminili. Nel corso del suo mandato si impegna nella manutenzione delle scuole e nella lotta all’analfabetismo, redigendo gli elenchi degli inadempienti e richiamando direttamente i genitori. Riserva attenzione all’Opera nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia, fa redigere gli elenchi dei bisognosi.
LE OPERE PUBBLICHE. Sotto la guida del primo sindaco repubblicano, a Pianella si amplia il cimitero di Cerratina, si progetta la strada Fornace-Castellana, si pavimenta il centro storico. Vengono avviate la costruzione dei fontanini rurali, dell’acquedotto nelle contrade Astignano e Partenza, e del mattatoio. La Verrotti inoltre fa istituire l’ufficio distaccato di stato civile a Cerratina, e chiede un servizio automobilistico per Pescara.
LA POLITICA. Il sindaco pianellese intrattiene stretti rapporti con altri democristiani abruzzesi di rilievo dell’epoca. In particolare con il deputato vastese Giuseppe Spataro e con Filomena Delli Castelli, “vicina di casa” eletta nell’Assemblea costituente, che dal 1951 al 1955 è anche sindaco di Montesilvano. Donna Briseide resta in carica fino al 1951, e muore a Pianella il 3 dicembre 1969 a 84 anni.
IL CONVEGNO SALTATO. Pianella avrebbe voluto ricordare il suo primo sindaco con un convegno nel giorno della festa della donna. Moderati da Loris Di Giovanni, erano previsti gli interventi di Serena D’Incecco della commissione Pari opportunità della Provincia, di Silvia Cancelli dell’archivio storico, e della Giansante.
UNA VIA PER LA VERROTTI. «Sarà mia premura», assicura la consigliera la Giansante, «sensibilizzare l’amministrazione a intitolare a una donna importante come Briseide Verrotti un luogo pubblico. L’auspicio è che, alla riscoperta di questa donna, corrisponda da parte della comunità intera un riconoscimento pubblico nella toponomastica cittadina da affidare alla memoria delle nuove generazioni».
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