Donna muore a 58 anni, donati gli organi
Stroncata da una malattia cerebrale. Prelevati cuore, polmoni, reni, cornee e fegato. La Asl ha ringraziato la famiglia
PESCARA. Aveva 58 anni. E non ce l’ha fatta. È stata uccisa da una malattia cerebrale. Ma ha lasciato un grande segno. Con i suoi organi continueranno a vivere altre persone, che la ringrazieranno fino a quando ne avranno la forza.
È una donna di 58 anni di Lanciano la donatrice di organi morta nei giorni scorsi a Pescara. Le speranze di tenerla in vita si sono spente pochi giorni fa, il 29 gennaio. La signora aveva una malattia cerebrale e per lei non c’era più niente da fare.
Era ricoverata in Rianimazione e il marito ha autorizzato la donazione, dopo aver saputo che il filo sottilissimo che la teneva in vita stava per spezzarsi. È partita così la complessa procedura che porta al prelievo, coordinata anche questa volta, all’interno della Asl, da Rosamaria Zocaro.
L’intervento, spiegano dalla Asl, è avvenuto il 30 gennaio, e ha visto la partecipazione di una serie di équipe, trattandosi di un prelievo multiorgano.
A Pescara sono arrivati medici da tutta Italia, che poi hanno destinato gli organi della donna di Lanciano a quattro diversi ospedali.
Il cuore è stato trasportato a Udine, i polmoni a Torino, i reni e le cornee all’Aquila, il fegato a Bologna (ma per questo prelievo è stata impegnata una equipe di Cagliari).
È stata la Asl di Pescara a rendere pubblica la notizia a qualche giorno di distanza dall’intervento. E lo ha fatto sottolineando alcuni aspetti.
Il primo riguarda l’importanza della donazione che «ha permesso di dare una speranza di vita ad altre persone». Il secondo riguarda la famiglia della donatrice, da cui è partito tutto.
«In un momento così doloroso», dicono dalla Asl, i parenti della donna, e il marito in particolare, hanno «reso possibile un progetto così ambizioso che ha restituito una prospettiva di vita ad altri pazienti».
C’è poi un pensiero, pubblico, per il personale della Asl che si occupa di tutto ciò che riguarda i trapianti. E un ringraziamento particolare va alla dottoressa Zocaro, coordinatore locale del Centro trapianti, che promuove «con grande dedizione e professionalità la cultura del trapianto».
L’ultimo prelievo multiorgano c’era stato meno di un mese fa, quando è morto all’improvviso un ingegnere pescarese di 44 anni. La moglie ha dato il via libera alla donazione e anche allora all’ospedale di Pescara sono confluiti medici da più località e cioè L’Aquila, Torino e Modena, che si sono occupati di prelevare polmoni, fegato e reni.
Due vite interrotte troppo presto strappate all’improvviso alle famiglie, agli affetti, agli amici. Il dolore resta ed è profondo, indescrivibile. Ma c’è anche una speranza che si riaccende. Ed è quella di chi riceve gli organi e guarda al futuro con uno sguardo diverso.
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