Donne molestate, arrestato un ventenne

Avvicinava le ragazze che rincasavano sole la sera, due denunce: una l’ha palpeggiata, l’altra l’ha rapinata del cellulare
PESCARA. Seguiva, o avvicinava con un pretesto, le donne che tornavano a casa dopo serate trascorse con gli amici nei locali. E le molestava. Due gli episodi denunciati. In uno, ha seguito la vittima, l’ha bloccata, le ha messo una mano sulla bocca per non farla gridare e l’ha palpeggiata nelle parti intime.
I fatti sono accaduti lo scorso marzo nella zona del centro. Ieri, dopo le indagini condotte dai poliziotti della squadra volante e della mobile, diretti da Pierpaolo Varrasso e da Gianluca Di Frischia, il responsabile è stato arrestato.
Si tratta di un ragazzo di 20 anni straniero, residente a Montesilvano, incensurato e regolare sul territorio italiano. Su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Pescara, su richiesta della procura, è stato rinchiuso in carcere con le accuse di molestie, rapina, tentata rapina e violenza sessuale.
Fondamentali si sono rivelate le indicazioni fornite dalle vittime insieme alle immagini delle telecamere delle strade in cui le violenze sono avvenute. Nel primo dei casi contestati, la donna stava rincasando da sola, quando è stata avvicinata dal ragazzo che ha tentato un approccio. Lei, spaventata, gli ha detto di lasciarla stare e poi ha preso il telefonino per chiedere aiuto. Il giovane, a questo punto, ha afferrato con violenza il cellulare, portandoselo via. Anche attraverso quel telefonino, gli investigatori sono riusciti a capire chi e dove fosse.
Nel secondo caso, il 20enne non si è limitato alle molestie, ma è andato oltre. Ha preso di mira una ragazza che si stava incamminando verso casa e, dopo averla pedinata per un po’ e infastidita, l’ha bloccata. Per evitare che urlasse, le ha messo una mano sulla bocca e l’ha palpeggiata. Con tutta la forza che aveva, la giovane è riuscita a divincolarsi e a scappare. L'aggressore, così come aveva già fatto qualche giorno prima con l’altra donna, ha provato a strapparle dalle mani il telefonino. Ma non ce l'ha fatta. Terrorizzata, la ragazza si è rivolta alla questura, raccontando quello che le era capitato. Dalla sua denuncia e dell’altra vittima, sono scattate le indagini che in breve tempo hanno portato gli agenti della Volante e della Mobile a dare un volto e un nome al responsabile. Un giovane come tanti, con un lavoro, e all'apparenza senza particolari problemi. Ieri mattina è stato rintracciato, gli è stato notificato il provvedimento del tribunale ed è stato accompagnato in carcere. Ma ora le indagini vanno avanti per cercare di capire se anche altre ragazze siano state infastidite dal giovane o abbiano subito violenza.
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