«Dono al prossimo nuove motivazioni»

30 Marzo 2019

La sua seconda vita è iniziata il 7 aprile del 2009, grazie al lavoro incessante dei soccorritori.Marta Edda Valente, studentessa di 24 anni di Bisenti, ha ritrovato la speranza di riabbracciare i...

La sua seconda vita è iniziata il 7 aprile del 2009, grazie al lavoro incessante dei soccorritori.
Marta Edda Valente, studentessa di 24 anni di Bisenti, ha ritrovato la speranza di riabbracciare i suoi cari dopo aver trascorso 23 ore sotto le macerie di un palazzo di un palazzo dell’Aquila, crollato a causa del terremoto.
Il premio “Domenico Allegrino” le è stato conferito per il grande coraggio con cui ha affrontato il lungo e difficile percorso di riabilitazione e per aver messo la sua esperienza al servizio degli altri, diventando coach motivazionale e impegnandosi nel volontariato.
Come è cambiata la sua vita dopo il sisma del 6 aprile 2009?
Dico sempre che sono nata due volte. Dopo essere stata estratta dalle macerie ho cominciato a vivere come una bambina, come se l’ospedale fosse un’incubatrice. Ho dovuto imparare a mangiare, a camminare. E’ stata una rinascita a tutti gli effetti. Avevo due opzioni: fermarmi o cercare di ripartire cambiando la mia prospettiva. Ho scelto la seconda.
Quali sono stati i momenti più difficili che ha vissuto?
Quando ho saputo che erano morte le mie amiche, rimaste sotto le macerie, e quando mi hanno detto che non avrei più camminato. Il lutto ho dovuto elaborarlo, non potendo fare altro. Ma al resto mi sono ribellata. Ho recuperato gradualmente il movimento delle dita, dei piedi e, infine, delle gambe: la sensibilità non è completa, ma va bene lo stesso.
Come ha messo questa esperienza al servizio degli altri?
Ho seguito un corso da coach motivazionale, che mi ha consentito di affiancare grandi campioni dello sport in numerosi incontri con i giovani, dove ho parlato di resilienza, la capacità di certi materiali, dopo un urto, di tornare alle condizioni iniziali. Davanti alle difficoltà, non ci si deve abbattere, ma bisogna riuscire a recuperare con i determinazione e tenacia e a vedere la vita con occhi diversi. Mi sono anche impegnata facendo volontariato nell’associazione fondata in ricordo delle ragazze che studiavano con me. Oggi apprezzo di più la vita, cerco di condividere tutti i momenti con le persone che mi sono care e vivo molto la natura: è stata tanto beffarda con me, ma oggi mi dona tanta bellezza. (g.b.)
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