Donzelli alla festa di FdI a Pescara «Nessun passo indietro sul 41-bis»

12 Febbraio 2023

Bagno di folla per il deputato al centro del caso Cospito: arriva la solidarietà dei vertici regionali  Lui si chiama fuori dalla polemica: «Dell’anarchico non parlo. L’Abruzzo? Marsilio la guida migliore»

PESCARA. «Non ne parlo». Il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, vicepresidente del Copasir, arriva a Pescara, la città dell’anarchico Alfredo Cospito, rinchiuso in regime di 41-bis, in sciopero della fame da oltre 110 giorni e da ieri trasferito in ospedale, e alza la barriera del silenzio: nessuna dichiarazione sul caso che, da settimane, agita la politica italiana. Il premier Giorgia Meloni in persona ha chiesto ai dirigenti nazionali un profilo basso. Dal palco della festa dei 10 anni di FdI, Donzelli dice soltanto una cosa: «In tutti questi anni di militanza ho imparato che quando la sinistra critica tanto vuol dire che siamo sulla strada giusta». E giù gli applausi dell’Auditorium Petruzzi gremito. Parlano, invece, i vertici abruzzesi del partito: «Solidarietà a Donzelli che ha l’unica colpa di aver ribadito che sul 41-bis noi non siamo disposti a fare passi indietro», dice il senatore Etel Sigismondi tra gli applausi. «Ci sono maggiorenni di altri partiti che vanno in carcere a parlare con anarchici e mafiosi», gli fa eco il senatore Guido Liris. «Donzelli è una delle nostre guide», dice il deputato Guerino Testa che predica «schiena dritta e testa alta». Poi, guardando la sala piena e con il pubblico rimasto fuori, il coordinatore provinciale Stefano Cardelli, accanto al responsabile cittadino Roberto Carota, dice: «Siamo tutti con Donzelli e con tutto quello che ha detto, c’è bisogno di testimonianze così». Lui – scivolato nel mirino dopo aver riferito alla Camera i contenuti di una relazione del Dap che il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro gli ha riferito – incassa la solidarietà e l’abbraccio degli abruzzesi di FdI, stringe entrambe le mani in segno di ringraziamento e sorride.
Onorevole Donzelli, questa è la città di Cospito: lo sa?
«Non ne parlo».
Sui muri erano comparse scritte “Cospito libero” e “No al 41-bis”. Prima del suo arrivo, sono state coperte: si sarebbe arrabbiato nel vederle?
«Le dico che non ne parlo».
Proviamo con questa: Fratelli d’Italia compie 10 anni e, in Abruzzo, naviga al 28%: ci avreste mai pensato di arrivare al governo dopo appena 10 anni?
«Siamo nati per mettere in sicurezza la storia della destra e un certo modo di fare politica. Non ci siamo posti limiti allora e non ce li poniamo adesso: quindi il 28% è un primo risultato, non quello definitivo».
Giorgia Meloni è stata eletta in Abruzzo: quali sono i piani di FdI per l’Abruzzo dopo i primi 100 giorni di governo?
«L’Abruzzo è una regione magnifica che ha tutte le risorse per crescere. E vale lo stesso per le regioni del sud. Il problema è che, negli ultimi anni, sono stati fatti pochi investimenti per le infrastrutture. Con il governo Meloni riusciremo a mettere tutte le regioni nella condizione di competere davvero».
Autonomia differenziata: per l’Abruzzo cosa significa?
«Credo che l’Abruzzo e tutte le regioni del centro-sud non debbano temere, anzi, sono certo che si apriranno grandi scenari di sviluppo. Vogliamo dare, a chi vuole farlo, la possibilità di investire con sicurezza».
Tra un anno e mezzo l’Abruzzo andrà al voto: al presidente Marco Marsilio chiederete un impegno anche per la prossima legislatura?
«Sarebbe la soluzione migliore per tutti gli abruzzesi. Questa Regione ha già centrato dei risultati».
E ai senatori e ai deputati abruzzesi cosa chiede?
«Di continuare a svolgere il lavoro di collegamento tra questa terra e il governo. Faranno battaglie per difendere l’Abruzzo e l’Italia».
Per i prossimi 100 giorni quali le priorità dell’Italia?
«Nei primi 100 giorni abbiamo fatto una cavalcata d’emergenza. Adesso, iniziamo a lavorare: c’è un governo che ha un orizzonte lungo e non ha fretta, che non deve tenere in piedi una maggioranza strana, che non è tecnico ma politico e adesso vuole lavorare con coraggio per l’Italia. Dobbiamo fare le grandi riforme che l’Italia si aspetta: la riforma fiscale che ha appena annunciato la Meloni; la riforma della giustizia; la riforma istituzionale per avvicinare la politica e i cittadini; e poi togliere la burocrazia per creare le infrastrutture e sveltire le opere».
Una nota di colore, si è chiuso il Festival di Sanremo e c’è stata polemica anche sulle canzoni e sullo spettacolo: a lei piacciono le canzoni di Fedez?
«Sicuramente piacciono ai miei figli e, di conseguenza, lo ascolto anch’io ma mi è sembrato molto conformista fare l’appello per la liberalizzazione delle droghe, altroché rivoluzionario: il messaggio rivoluzionario da mandare ai giovani sarebbe stato dire che la droga fa schifo».