Doping, nei guai un altro palestrato
I carabinieri fermano in via Stradonetto un 39enne di Pescara: aveva un anabolizzante arrivato dall’Asia
PESCARA. Quello che doveva essere un normale controllo stradale si è trasformato in un bel guaio per un 39enne di Pescara appassionato frequentatore di palestre. Fermato dai carabinieri in via Stradonetto è stato trovato in possesso di una scatola con 4 fiale di nandrolone, uno steroide anabolizzante proveniente dal Sud-Est Asiatico. Non aveva nessun titolo per detenere questo materiale, il cui commercio in Italia non è autorizzato. E quindi il 39enne, appartenente a una famiglia rom, è stato denunciato per ricettazione, introduzione e detenzione in territorio nazionale di medicinale senza autorizzazione. È verosimile, considerata la quantità, che le fiale fossero per uso personale e proprio su questo aspetto punta il messaggio dei carabinieri, coordinati dal maggiore Claudio Scarponi. Il comandante della compagnia di Pescara ricorda che «l’utilità di questa sostanza è molto dubbia» se si vuole «accrescere stabilmente la massa muscolare ma «sono certi gli effetti negativi sulla salute». E la denuncia del 39enne è solo l’ultimo episodio avvenuto in questa zona tra gli appassionati di palestre che ricorrono al doping. Solo pochi giorni fa i carabinieri hanno arrestato un 27enne che disponeva di seicento compresse e più di duecento fiale destinati a gonfiare i muscoli, segno che c’è una certa richiesta di sostanze che assicurano un fisico scolpito.
Alla denuncia del 29enne si aggiunge, nel bilancio dell’attività delle ultime ore, anche la notifica di un divieto di avvicinamento. I carabinieri lo hanno consegnato a un uomo delle Marche residente a Pescara che ha cominciato ad importunare la ex. Spiazzato dalla fine della relazione, ha preso di mira la donna per convincerla a tornare insieme e lei si è rivolta ai carabinieri per imporgli uno stop immediato. È riuscita ad ottenere il provvedimento sperato che l’uomo si è visto consegnare dai militari.
I due interventi sono avvenuti nell’ambito di un servizio di controllo ampio, articolato in più giorni, che ha visto impegnate 25 pattuglie, tra il centro e la periferia, con il supporto dei colleghi del sesto battaglione Toscana, rimasti in Abruzzo per una settimana. Tra l’altro l’attenzione dei carabinieri si è soffermata su 5 locali, tra ristoranti e bar del centro, dove non sono state scovate irregolarità né dal punto di vista sanitario né sul fronte del personale impegnato. Tra le 250 persone identificate c’è anche un romeno risultato destinatario di un mandato di arresto europeo per reati contro il patrimonio commessi in Germania. L’uomo aveva da poco scontato una condanna per altri reati avvenuti in Veneto. (f.bu.)
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