«Dopo i lavori per la fibra copriremo tutte le buche»

11 Marzo 2018

Parla il manager dell’azienda Open fiber che realizza gli interventi nelle strade Investimento di 13 milioni per far arrivare Internet super veloce in tutte le case

PESCARA. Un maxi investimento da 13 milioni di euro di risorse private che, entro l’inizio del prossimo anno, porterà alla realizzazione di una rete di 550 chilometri di fibra ottica a banda ultra larga. È un piano ambizioso quello varato da Open Fiber, la società di Enel e Cassa depositi e prestiti che entro il 2022 intende portare la cablatura in fibra in 270 città italiane, compresa Pescara.
In città, grazie a una convenzione stipulata con l’amministrazione di centrosinistra, il progetto prevede di coprire tra il 75 e l’80 per cento del territorio, in modo da rimediare rapidamente alla carenza infrastrutturale e consentire l’accesso ai servizi digitali di ultima generazione.
Da novembre scorso, come precisa il regional manager per l’Abruzzo e il Molise Marco Pasini, i lavori stanno proseguendo a velocità spedita, senza interruzioni, «grazie alla collaborazione con il Comune che, rispondendo agli obiettivi previsti dai decreti legge 259 del 2003 e 33 del 2016, il cosiddetto “decreto fibra” che stabilisce misure per eliminare il divario digitale, è stato così lungimirante da scegliere di anticipare i tempi e terminare così la copertura di 40mila unità immobiliari nei primi mesi del 2019».
La rete ultraveloce di Open Fiber è realizzata con la tecnologia FTTH, Fiber to the Home, che letteralmente significa “fibra fino a casa”.
Ma quali saranno i vantaggi per i cittadini?
«I benefici della rete in fibra ottica a banda ultra larga sono tantissimi. Gli utenti, grazie alla disponibilità a casa propria di una velocità di connessione pari a 1 gigabit al secondo sia in download e sia in upload (a fronte di 1 megabit al secondo dell’Adsl) possono guardare i programmi televisivi online tramite smart tv, i film in streaming senza interruzione o rallentamento e fruire dei giochi online. Per non parlare della stabilità per svolgere il telelavoro o utilizzare i servizi di e-learning. Prestazioni, insomma, non raggiungibili con le reti in rame«.
E per la pubblica amministrazione che cosa cambierà?
«La fibra ottica offre una miriade di possibilità anche per le aziende, gli uffici pubblici e le scuole: maggiore velocità ed efficienza del wi-fi pubblico, dei servizi digitalizzati di e-government e sanità, riduzione dell’impatto ambientale nel settore dell’energia e ottimizzazione dei servizi di sicurezza e mobilità. In più, con la disponibilità di questa infrastruttura, si potranno implementare quei servizi propri delle smart city quali illuminazione pubblica intelligente, controlli degli accessi nelle ztl e videosorveglianza».
Perché Open Fiber ha voluto investire 13 milioni di euro di risorse proprie su Pescara?
«La nostra azienda è nata nel 2016 con l’obiettivo di portare la fibra ottica a banda ultra larga su tutto il territorio nazionale, in linea con quanto previsto dall’agenda digitale europea e della strategia italiana per la banda ultra larga. È una scelta strategica che abbiamo già sperimentato a Torino, Napoli, Milano, Bologna, Venezia Bari, Cagliari, Catania, Genova, Padova, Palermo e Perugia. Noi costruiamo la rete, l’infrastruttura, ma non forniamo servizi di connettività ai clienti. Gli operatori delle telecomunicazioni, interessati a stipulare con noi degli accordi economici, porteranno poi la connessione all’utente finale. Non ci rivolgiamo solo ai grandi colossi, ma anche ai piccoli operatori già presenti sul mercato abruzzese».
Ci sono state polemiche sui cantieri, come rispondete a chi sostiene che i lavori non sarebbero stati eseguiti in maniera corretta?
«Smentiamo qualsiasi irregolarità. Lavoriamo in assoluta sinergia con il Comune, utilizzando tecnologie innovative di scavo quali la “minitrincea” che è a basso impatto ambientale e consente di abbattere drasticamente tempi e costi delle operazioni di posa, oppure operiamo in “no-dig”, quindi senza rompere l’asfalto. Lo scavo tradizionale è previsto solo dove non è possibile ricorrere a nessuna delle altre soluzioni, ad esempio in presenza dei sottoservizi, ma in ogni caso rispettando sempre le prescrizioni di legge. Abbiamo iniziato a lavorare a inizio novembre a partire dalla zona di via Tiburtina, proseguendo su via Stradonetto e via Tavo, per poi spostarci verso il centro in viale D’Annunzio, viale Marconi e via Conte di Ruvo, ma entro l’inizio del 2019 puntiamo a coprire tra il 75 e l’80 per cento del territorio cittadino».
Come proseguiranno i lavori?
«Come previsto nel progetto, abbiamo già concordato con il Comune un piano per il ripristino del manto stradale con l’asfalto a freddo o con il cemento, che sarà completamente a spese nostre. Il progetto iniziale prevede che, una volta effettuati i lavori, dopo un primo riempimento temporaneo dello scavo per consentire al terreno di assestarsi, il ripristino definitivo dell’intero manto stradale debba essere effettuato in base ai tempi dettati dal Comune. Cominciamo domani su viale Marconi, via Tavo e via Tiburtina. L’amministrazione di Pescara è stata tra le più collaborative in assoluto, sia nella velocità per il rilascio delle autorizzazioni sia per la disponibilità dell’utilizzo delle infrastrutture esistenti, allo scopo di ridurre al minimo i disagi per o cittadini».
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