«Dopo il pugno non ricordo più niente»

Parla il concessionario colpito da un cliente: il video mostra l’uomo a terra svenuto e il giovane che infierisce con altri colpi
MONTESILVANO. Sono state consegnate ieri ai carabinieri della Compagnia di Montesilvano le immagini dell’aggressione al titolare della concessionaria Rossi Auto di corso Umberto, che lunedì scorso è stato aggredito da un cliente che voleva cambiare una macchina acquistata 20 giorni prima. Un’aggressione violentissima, avvenuta praticamente nel centro cittadino. Fortunatamente un visitatore che ha assistito alla scena ha chiamato 118 e carabinieri, evitando un epilogo più grave.
A raccontare questa drammatica esperienza è lo stesso Maurizio Rossi, 57 anni di Montesilvano (questo il nome della vittima): ha riportato 40 giorni di prognosi per frattura del naso e degli zigomi, trauma cranico e contusione mascellare. A picchiarlo duramente è stato un cliente di Giulianova che aveva acquistato nella sua concessionaria una Bmw del valore di 18mila euro. «La discussione era cominciata al telefono», spiega Rossi «e un’ora prima che il giovane arrivasse alla mia concessionaria ho avvisato i carabinieri: mi aveva minacciato in quanto si sentiva vittima di una truffa. Io invece la truffa penso di averla evitata», prosegue Rossi.
«Il giovane infatti aveva acquistato venti giorni prima l’auto consegnandomi del denaro in contanti e due assegni di banche straniere. Ho quindi fatto il contratto e consegnato l’automobile, ma senza fare il passaggio di proprietà, con l’accordo che non appena mi fossero stati accreditati sul conto i soldi avrei messo tutto a posto. Ma dopo venti giorni in banca non è stato accreditato nulla». Truffa o non truffa, Rossi mantiene la sua posizione, ma al giovane cliente questa cosa non va giù. E una volta raggiunta la concessionaria, comincia a sottolineare il fatto che la macchina non va bene. «Con tutta tranquillità gli ho detto “va bene, la faccio controllare”», continua a raccontare Maurizio Rossi. «Ma io sapevo bene che era una scusa, perché a quella macchina avevo cambiato sia il motore sia le turbine. Praticamente un’auto a zero chilometri. A quel punto mi ha chiesto perché non avessi ancora fatto il passaggio di proprietà, e gli ho spiegato, sempre con calma, che stranamente non mi erano arrivati ancora i soldi. A questo punto, il giovane ha iniziato ad alzare la voce e a gridarmi che non avevo fiducia di lui. Io ho capito l’antifona e mi sono girato per andare verso l’ufficio, ma lui è scattato come una molla e mi ha tirato un pugno in piena faccia. Da quel momento io non ricordo più nulla, e solo dalle immagini delle telecamere di sicurezza ho visto quello che è successo dopo: io a terra svenuto e lui che continuava a tirarmi pugni».
A soccorrerlo e a dare l’allarme è stato un uomo che stava guardando le auto parcheggiate nel piazzale della concessionaria. «Il testimone probabilmente mi ha salvato la vita», continua la vittima. «Mentre si allontanava, dopo l’aggressione, lo ha anche sentito gridare che sarebbe tornato il giorno dopo e che avrebbe fatto un macello se non avessi risolto la questione della sua macchina. Una volta in ospedale, la polizia ha ricevuto il referto del pronto soccorso e ha aperto automaticamente le indagini. Io ho novanta giorni per perfezionare la querela». Intanto il concessionario ha consegnato le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del negozio, oltre a tutti i dati del suo aggressore, che i carabinieri avrebbero individuato in un rom già conosciuto alle forze dell’ordine.
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