Dopo l’autopsia intervento del legale per riavere Tequila

24 Febbraio 2019

MONTESILVANO. Non c’è pace neanche da morta per Tequila, la femmina di amstaff (una razza più docile di pitbull) uccisa con un colpo di pistola la scorsa settimana in via Lazio da un vigile urbano....

MONTESILVANO. Non c’è pace neanche da morta per Tequila, la femmina di amstaff (una razza più docile di pitbull) uccisa con un colpo di pistola la scorsa settimana in via Lazio da un vigile urbano. Dopo l’autopsia, la proprietaria Carla D’Angelantonio e la sua famiglia hanno avuto difficoltà anche per riavere il corpo della loro Tequila, ed è stato necessario l’intervento dell’avvocato.
La presidente della Lega nazionale difesa del cane, Piera Rosati, ha diffuso ieri una nota indignata contro l’Istituto Zooprofilattico. «Dopo l’uccisione per mano di un agente di polizia municipale, il cadavere della giovane pitbull era stato portato all’Istituto Zooprofilattico di Teramo per l’esame autoptico con la promessa che sarebbe stato restituito quanto prima alla famiglia», racconta la presidente della Lndc. «Qualche giorno fa quindi la proprietaria di Tequila è stata avvisata che poteva ritirare il corpo della sua amata cagnolina presso la sede pescarese dell’Istituto. Arrivati sul posto, però, Carla e la sua famiglia hanno trovato grossa resistenza da parte degli addetti che inspiegabilmente non volevano restituire le spoglie di Tequila. Per ottenere la restituzione del corpo e poter procedere con la cremazione come desiderato dai familiari della pitbull è stato necessario chiamare nuovamente la sede di Teramo e fare insistere il legale della famiglia intervenuto a loro supporto».
«Non si capisce davvero perché l’Istituto zooprofilattico di Pescara abbia fatto tante difficoltà per restituire Tequila alla sua famiglia: dopo quello che hanno subito non era davvero il caso di infierire cercando di negare loro la possibilità di dire addio alla loro cagnolina nel modo che ritenevano più opportuno. Sono personalmente in contatto telefonico con Carla e, come Lndc, continueremo a offrirle tutto il supporto di cui ha bisogno per andare fino in fondo e ottenere la giustizia che merita», conclude Piera Rosati.