dopo l’incontro con i sindacati di polizia penitenziaria

Nel momento in cui sarà attivato il reparto Covid nel carcere di San Donato, verrà incrementato il personale in servizio nella casa circondariale di Pescara. Ad assicurarlo, nel corso di una riunione...
Nel momento in cui sarà attivato il reparto Covid nel carcere di San Donato, verrà incrementato il personale in servizio nella casa circondariale di Pescara. Ad assicurarlo, nel corso di una riunione che si è svolta martedì scorso, è stato Carmelo Cantone, provveditore regionale per Lazio, Abruzzo e Molise del dipartimento di amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia. Cantone ha incontrato in videoconferenza i rappresentanti di Osapp, Uspp-Ugl, Fns-Cisl, Uilpa, Sinappe e Fsa-Cnpp. La fase di apertura del reparto Covid previsto all’interno del San Donato sarà avviata quando le autorità sanitarie regionali definiranno condizioni e standard all’interno dell’istituto di pena. Ma quando si avranno date certe, il provveditorato regionale prenderà i provvedimenti necessari: «Valutato il fabbisogno dei servizi per l’attività in questione», si legge nel verbale sottoscritto da Cantone, «il provveditorato invierà personale in missione per la necessaria copertura dei posti di servizio». Osapp, Uspp-Ugl, Fns-Cisl, Uilpa, Sinappe e Fsa-Cnpp hanno perciò espresso soddisfazione per l’esito della riunione. Nelle scorse settimane, dopo che era stata resa nota l’intenzione di attivare il reparto Covid, le sei sigle avevano nuovamente sollecitato l’invio di 18 unità per far fronte alla carenza di personale. Inoltre Cantone, nel verbale della videoconferenza, ha affermato che «nel contempo il provveditorato si sta adoperando anche ad altre soluzioni che a medio e lungo termine potrebbero essere necessarie per affrontare nuove emergenze Covid». Un impegno che, come si augurano le organizzazioni della polizia penitenziaria, potrebbe tradursi nella riduzione del numero di detenuti reclusi a San Donato, altra “storica” richiesta da parte dei sindacati. (a.r.)

