Dorme sul divano: in camera da letto piove dal soffitto

22 Febbraio 2017

I residenti di via Caduti per servizio costretti a vivere tra muffa, infiltrazioni d’acqua, topi e ascensori pericolanti

PESCARA. «Noi qui ci stiamo rimettendo la salute. Come si fa a vivere in condizioni così precarie? Queste non sono case e non è possibile che nessuno riesca a intervenire». Continuano le segnalazioni da parte dei residenti delle case Ater, che vivono in condizioni disastrate a causa della presenza costante di infiltrazioni d’acqua, muffa, crepe e sporcizia. L’ultimo caso eclatante riguarda le palazzine a Fontanelle, oltre a quelle di Zanni e di via Aldo Moro, dove a farsi portavoce è Vincenzo Dell’Aquila, che da cinque anni vive, con la moglie e la figlia di 17 anni, al secondo piano di un condominio in via Caduti per Servizio 46. Le case malridotte sono “coperte” da una palazzina che esternamente sembra essere in buone condizioni, mentre alle spalle dell’edificio nessuno, se non chi ci vive, riesce a vedere quanto siano danneggiate e quali siano le reali condizioni in cui vivono i residenti.

«Hanno provveduto a ristrutturare solo una delle tante palazzine, quella al civico 59, dicendoci che non avevano i fondi necessari anche per quelle nostre. Hanno fatto qualche riparazione esterna per accontentarci, con materiali di scarsissima qualità: infatti, quando sono venuti a fare i lavori, mio marito ha fatto notare agli operai che le riparazioni stavano procedendo senza l’utilizzo di prodotti adeguati: ecco perché a distanza di poco tempo i danni ci sono ancora», sottolinea Valentina Pacchione, moglie di Dell’Aquila, «dobbiamo verniciare la casa almeno una volta ogni due mesi perché la muffa e l’acqua escono di nuovo fuori nel giro di pochissimo tempo». All’interno dell’abitazione, i muri e i soffitti della maggior parte delle stanze sono ricoperti da muffa e polvere, così come gli infissi delle finestre. Al primo piano, dove vive Roberto Fioravanti, le condizioni sono le medesime. Addirittura l’uomo ha dovuto buttare il materasso della camera da letto, poiché l’acqua entrando direttamente dal soffitto e filtrando anche nei canali per la corrente elettrica, si è completamente impregnato d’acqua. In molte abitazioni i vigili del fuoco hanno provveduto a tagliare la corrente nelle stanze dove il pericolo di cortocircuito era alto.

Il portone della palazzina è malandato: chiunque può aprirlo, anche senza le chiavi. Dell’Aquila ha più volte sollecitato l’Ater, la quale ha risposto semplicemente: «Dovete ripararlo a vostre spese». Per ragioni di sicurezza, dove di sicuro in quel palazzo non c’è proprio nulla, i condomini hanno sistemato dei lucchetti alle porte dei ripostigli dove sono situati i contatori della luce, e anche lì, ovviamente, filtra l’acqua dal soffitto. Al secondo piano, c’è anche Elisa D’Alfonso che ormai dorme da tempo sul divano: la sua camera da letto non esiste più. La donna è stata costretta a togliere dalla stanza tutti i mobili prima che l’acqua e la muffa li rovinassero completamente: il materasso, lo ha sistemato in una stanza che purtroppo è diventata uno sgabuzzino. «E’ venuto anche Luciano D’Alfonso, mio parente, che ha promesso di aiutarci, ma non si è saputo più nulla. L’ascensore è inagibile, più volte siamo rimasti bloccati». L’ultimo piano della palazzina è stato murato, a causa degli abusivi che lo occupavano, ed è il luogo dove si concentra maggiormente la sporcizia e l’umidità, oltre a essere punto di sosta per i piccioni. Il problema di invivibilità riguarda anche i residenti del civico 52 che hanno la soffitta occupata dai topi, e il civico 49, dove al terzo piano vive Annamaria Di Toro insieme alla madre 90enne Maria Brati: «Vorrei vedere se quelli dell’Ater hanno il coraggio di far dormire i loro figli in case come queste», sottolinea Brati infuriata, «paghiamo l’affitto e ci prendono solo in giro: solo piccoli lavoretti per farci stare zitti, ma le cose importanti non le hanno mai prese in considerazione». Quasi tutte le palazzine all’esterno sono visibilmente danneggiate con crepe e spaccature. C’è preoccupazione in particolare per i bambini, che vivono in un ambiente non consono alla loro salute, costretti a giocare in un cortile sporco, dove fuoriesce l’acqua putrida della fogna, in case che crollano a pezzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA