Dosi e tamponi in spiaggia per dare lo stop alla Delta

L’aumento della variante è consistente: 87 casi in totale, oltre cinquanta sono nel Teramano Scatta un nuovo piano-vaccini: camper lungo tutta la costa per dare la caccia al virus mutato
Vaccini e tamponi sulla costa, nei luoghi turistici e del divertimento estivo, e poi tracciamento dei contatti dei positivi al Covid e attività di sequenziamento a caccia delle varianti. La Regione in campo un vero e proprio piano contro la variante Delta, che sta spaventando l'Europa e l'Italia e che mostra chiari segnali di rapida circolazione anche in Abruzzo
VARIANTE DELTA. Sono bruscamente saliti a 87 i casi di Covid-19 riconducibili alla variante Delta, considerata tra il 30 e il 60% più contagiosa della variante Alfa (prima chiamata inglese), a sua volta già più infettiva del 50% rispetto al ceppo originario. La contagiosità, di fatto, è cresciuta in modo esponenziale.
Gli ultimi 57 casi sono stati accertati con le attività di sequenziamento concluse ieri dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo. Sono emersi da un totale di 73 campioni sequenziati.
«Se già non non lo ha fatto», commenta il direttore generale dello Zooprofilattico, Nicola D'Alterio, «la variante Delta sostituirà nel giro di poco la variante Alfa».
EMERGENZA TERAMO. Considerando le ultime attività di sequenziamento, la prevalenza della Delta arriva al 78% e raggiunge un picco del 91% nel Teramano, dove sono riconducibili alla mutazione 51 campioni su 56 tipizzati. Altri cinque casi sono nel Chietino e uno nell'Aquilano.
Per quanto riguarda gli altri positivi processati dallo Zooprofilattico nelle ultime ore, 13 sono legati alla variante Alfa e tre alle varianti brasiliana e nigeriana. Del totale degli 87 casi di Delta, la maggior parte, 64, riguarda pazienti del Teramano. Altri 21 casi, invece, sono emersi nel Chietino. Nelle due province si sono generati, infatti, diversi focolai. Oltre allo Zooprofilattico, del sequenziamento si occupa anche il laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell'università D'Annunzio' di Chieti.
IL PIANO. C'è proprio la variante Delta all'origine del lieve ma graduale aumento dei contagi che in Abruzzo si registra ormai da una più di una settimana. Di positivo c'è che gran parte dei soggetti infetti è asintomatica o presenta solo sintomi lievi. Restano ottimali, infatti, i dati sui ricoveri.
Nel pieno dell'estate, con la stagione turistica che si appresta a decollare definitivamente, l'obiettivo è quello di contrastare la corsa della mutazione del virus, per mantenere gli indicatori al di sotto delle soglie di allarme. Ecco allora che la Regione Abruzzo mette in campo un piano ben preciso. TRACCIAMENTO. Le quattro Asl hanno ricevuto indicazioni affinché svolgano in modo scrupoloso le attività di tracciamento dei contatti, così da porre in quarantena ed eseguire il tampone su tutti coloro che hanno interagito con soggetti positivi. Da questo momento in poi, inoltre, verranno sequenziati tutti i tamponi che risulteranno positivi, con l'obiettivo di individuare tempestivamente il tipo di variante con cui si ha a che fare. Verrà verificato se il paziente avesse ricevuto una o due dosi di vaccino o se non fosse vaccinato, così da appurare l'efficacia dei sieri disponibili. Dagli studi al momento esistenti, infatti, sembra che solo con due dosi sia garantita la copertura contro la variante Delta.
LA NOVITÀ PRINCIPALE. Ma la novità principale è un'altra. Grazie a postazioni mobili o sfruttando i locali di proprietà dei comuni e delle Asl, verranno eseguite le somministrazioni sulla costa, nei luoghi delle aggregazioni e del turismo. Coloro che aderiranno alla campagna, contestualmente verranno sottoposti anche a tampone. Un metodo già sperimentato a Martinsicuro, che ha consentito di scovare diversi positivi subito prima che ricevessero il vaccino. Un'iniziativa che ha un duplice valore: da un lato si incrementa il numero delle persone vaccinate, dall'altro si mappa il territorio per tenere sotto controllo la circolazione del virus.
LA CAMPAGNA. Si torna, inoltre, a vaccinare nei comuni, a prescindere dal numero degli abitanti. L'obiettivo è sia quello di intercettare coloro che non si sono recati negli hub vaccinali sia rendere le località Covid free. «La campagna vaccinale», afferma il coordinatore regionale Maurizio Brucchi, «registra un momento di stasi. Con la zona bianca e con l'estate in molti hanno deciso di rimandare a settembre. Dopo essere stati chiusi a lungo in casa, c'è una grande esigenza di vacanze e si tende a rinviare. Il risultato è che le persone sfuggono ai tamponi e ai vaccini. Ma non dobbiamo dimenticare che il virus e la variante Delta non vanno in vacanza», avverte Brucchi.

