Dosi non solo ai propri assistiti

14 Maggio 2021

Medici di base: delibera di giunta cambia le regole allargando senza limiti la platea dei vaccinabili

L’AQUILA. Importante novità nella campagna di vaccinazione anti Covid. Una delibera presentata dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì approvata dalla giunta ieri pomeriggio ha modificato, ampliandolo, l’accordo che l’ente e i sindacati Fimmg, Snami e Smi avevano sottoscritto due mesi fa per coinvolgere i medici di famiglia nella somministrazione delle dosi. In pratica il nuovo provvedimento dà facoltà a questi ultimi di vaccinare – a domicilio, in ambulatorio o nei punti vaccinali territoriali - non solo i propri assistiti ma tutti coloro che ne faranno richiesta. Tutti, insomma, vaccineranno tutti.
L’ACCORDO. L'accordo che ha segnato l'avvio della collaborazione tra la Regione e i medici di base per la campagna vaccinale anti Covid era stato sottoscritto lo scorso 9 marzo ed era stato poi approvato dalla giunta con una successiva delibera. L’intesa era di tipo integrativo, perché si sviluppava all’interno della cornice fornita dal protocollo nazionale siglato da Governo, Regioni e sigle sindacali di categoria.
Una convenzione, quest’ultima, nata con l’obiettivo di dare un'accelerazione all'intera campagna vaccinale.
I PUNTI. L’intesa regionale stabilisce che l’adesione alla campagna vaccinale è volontaria e che possono essere coinvolti i medici di assistenza primaria (medici di famiglia), di continuità assistenziale (guardie mediche), di emergenza sanitaria territoriale (i medici che lavorano sulle ambulanze del 118) e gli specializzandi in medicina generale.
Secondo l’accordo, i medici di famiglia possono vaccinare i propri assistiti nei propri studi, a domicilio («per coloro per i quali sia già stata attivata l’assistenza domiciliare programmata o per cui ricorrano condizioni di grave rischio nel lasciare il proprio domicilio») o nei punti di vaccinazione territoriale allestiti dalle Asl mentre i medici di continuità assistenziale, di emergenza sanitaria territoriale e i medici specializzandi possono operare, giocoforza, solo negli hub vaccinali o a domicilio.
Viene anche specificato che è la Regione a fornire le indicazioni sulle categorie da sottoporre a vaccinazione e a assicurare «la fornitura delle dosi di vaccino necessarie a consentire il numero di inoculazioni periodicamente programmate presso gli studi dei medici di assistenza primaria, e il numero di inoculazioni programmate che il medico di assistenza primaria può effettuare nei punti di vaccinazione territoriali».
COME FUNZIONA. Nel momento in cui un medico di famiglia dà la propria adesione per partecipare alla campagna, specifica anche dove intende operare, se nel proprio ambulatorio, a domicilio o nei centri vaccinali territoriali. Fatto questo passaggio, è sempre lui a contattare i propri assistiti, a comunicare i nomi di chi intende vaccinarsi al servizio vaccinazioni della Asl di riferimento, a recarsi nelle farmacie degli ospedali a prendere le dosi e a registrare, entro le 24 ore successive, i vaccini effettuati.
Per quanto riguarda, invece, i medici di continuità assistenziale, ossia le guardie mediche, l’accordo regionale afferma che «possono essere coinvolti nell’esecuzione delle vaccinazioni a domicilio in base alle esigenze organizzative delle Asl e che hanno priorità nell’inserimento nei punti di vaccinazione territoriali rispetto agli altri medici di medicina generale resisi disponibili».
COME SARÀ. Con la delibera approvata ieri in Regione, si amplia di molto la platea delle persone che i medici di famiglia potranno vaccinare. Questi ultimi, infatti, non saranno più vincolati a vaccinare unicamente i propri assistiti ma potranno effettuare le somministrazioni “erga omnes”, sempre, ovviamente, in base alle direttive fornite dalla Regione in merito alle categorie prioritarie.
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