«Dotate i poliziotti di pistole elettriche»

7 Agosto 2018

La richiesta dei sindacati a prefetto e questore. Condannato il rom responsabile dell’aggressione: 9 mesi ai domiciliari

PESCARA. «Pistole elettriche per i poliziotti in servizio a Pescara». Dopo l’aggressione di un ispettore capo avvenuta al pronto soccorso, i sindacati di polizia intervengono per lanciare un appello al prefetto Gerardina Basilicata e al questore Francesco Misiti, sollecitando che il personale in servizio in città sia dotato al più presto di taser, l’arma che rilascia scariche elettriche e che poliziotti, carabinieri e finanzieri stanno sperimentando in alcune città italiane.
La richiesta porta la firma di Orazio Colantuono (Siulp), Vincenzo Colangelo (Siap)e Roberto Metrangolo (Silp Cgil) e Antonio Ronzone (Fsp) che chiedono anche di «rafforzare ed integrare» il personale in servizio al pronto soccorso «di tutte quelle unità che negli anni passati non sono state ripianate con il turn over».
I sindacalisti sono «indignati» per l’aggressione del collega che sabato sera, mentre si trovava nella sala d’attesa del pronto soccorso, ha semplicemente invitato un 27enne di origine rom piuttosto agitato a non alzare la voce e ad aspettare il suo turno per essere visitato e, per tutta risposta, è stato raggiunto da due pugni al volto. Il giovane, Valentino Spinelli, è stato bloccato poco dopo dal personale della squadra volante che lo ha arrestato per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e ieri mattina è stato condannato a nove mesi di reclusione e sottoposto agli arresti domiciliari. L’ispettore capo è stato medicato e visitato (sette punti di sutura sotto l’occhio) ed è stato dimesso con una prognosi di 25 giorni. «È l’ennesima violenza subita da un appartenente alle forze dell’ordine da soggetti che disprezzano le regole democratiche di libera e pacifica convivenza sociale», dicono i sindacalisti esprimendo «solidarietà al collega». Fanno anche notare che «spesso gli aggressori fruiscono dei benefici di legge» e tornano liberi mentre gli aggrediti «subiscono gli effetti immediati dei comportamenti di soggetti sempre più noti». I sindacati sperano che il nuovo governo inserisca «tra le priorità ogni opportuna modifica legislativa affinché vi sia una tutela effettiva di chi indossa la divisa».
Al prefetto viene anche chiesto dal segretario provinciale del Siulp, di «esonerare le Volanti dai rilievi degli incidenti stradali». È in atto, sostiene Colantuono (che da maggio è anche consigliere nazionale Siulp), «un irreversibile disarmo della polizia stradale, ormai completamente avulsa dalle esigenze della collettività pescarese». Il sindacato se la prende con la dirigenza regionale che «da un lato considera solo la viabilità autostradale e dall’altro ignora la demotivazione del personale provocata da vertenze irrisolte che riguardano gravi violazioni ai diritti dei poliziotti (ai quali viene impedita anche la donazione del sangue)». Un appello al prefetto era già partito l'anno scorso ma questi mesi sono passati «infruttuosamente».
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