Dragaggio al via in banchina e all’avamporto
Intervento da 254mila euro, ok della Regione. A giorni saranno rimossi 24mila metri cubi di materiali
PESCARA. Avamporto e banchina sud del porto. Sono le due aree interessate all’intervento di dragaggio, per un importo di 254mila euro, che il servizio Opere marittime della Regione ha aggiudicato all’impresa Inmare di Termoli (una delle tre che hanno partecipato, sulle 15 invitate). Con i lavori, attesi per i prossimi giorni (una volta ultimate tutte le procedure di verifica), saranno rimossi all’incirca 24mila euro di materiali accumulati sui fondali, di cui 6.000 saranno prelevati nell’avamporto e 18mila nella banchina sud. Sia in un caso che nell’altro si provvederà alla movimentazione sommersa, con il trasporto del materiale a ridosso della diga.
I lavori, sollecitati dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, da Enzo Del Vecchio, delegato nella Autorità di sistema portuale, oltre che dalla Associazione Armatori, guidata da Francesco Scordella, rappresentano solo una porzione di un progetto più consistente, per un importo complessivo di 670mila euro (di cui 270mila euro messi a disposizione dalla Regione Abruzzo e la parte restante dalla Autorità di sistema portuale).
L’aggiudicazione dell’appalto alla Inmare riguarda l’intera somma ma non è ancora chiaro quando si provvederà a dragare anche le altre zone interessate al progetto, che si trovano all’interno della banchina nord, ed è verosimile che la rimozione avverrà quando si renderà indispensabile. Con le somme ancora a disposizione è presumibile che potranno essere rimossi all’incirca altri 30mila metri cubi di materiale.
Vanno anche analizzati i sedimenti individuati in altri punti del porto che risultano insabbiati, per capire la natura del materiale che si è accumulato e deciderne la destinazione a seguito del dragaggio. Resta aperto un altro aspetto, quello della vasca di colmata, che negli ultimi anni non è stata svuotata nonostante la necessità di spazi da utilizzare per il conferimento del materiale dragato. Più volte questa operazione è stata sollecitata da Pescara al Provveditorato delle opere pubbliche, ma l’intervento è sempre rimasto al palo.
Anche in questo caso, come nei mesi scorsi, si punta a garantire agli armatori fondali adeguati per entrare ed uscire dal porto in condizioni di sicurezza, dopo gli allarmi scattati all’inizio dell’anno, quando alcuni pescherecci sono rimasti incagliati. Per evitare incidenti, all’epoca si è deciso di dirottare alcune imbarcazioni al porto di Ortona, con tutti i disagi che ne conseguono, in attesa delle operazioni di rimozione della sabbia trascinata in porto dalle mareggiate. (f.bu.)

