Draghi dimezza il QE Taglio a 30 miliardi
La fase del post-quantitative easing, l'era del ritiro della Bce dai mercati del debito, è iniziata. Ma se il presidente della Bce Mario Draghi ha dimezzato il ritmo degli acquisti di titoli a...
La fase del post-quantitative easing, l'era del ritiro della Bce dai mercati del debito, è iniziata. Ma se il presidente della Bce Mario Draghi ha dimezzato il ritmo degli acquisti di titoli a partire da gennaio, è riuscito comunque a farlo da «colomba», di fatto lasciando il suo QE «open-ended» e cioè senza una vera scadenza irrevocabile. La decisione presa dalla Bce è di un taglio a 30 miliardi di euro, dai 60 attuali, del ritmo di acquisti mensili di titoli a partire da gennaio. Una riduzione che era nelle cose e in linea, se non più morbida, delle attese dai mercati (la stima era fra i 20 e i 30 miliardi), che infatti hanno reagito con un calo dell'euro di ben un centesimo vicino a 1,17 dollari e con le Borse in rialzo. Gli investitori si sono sintonizzati su altri aspetti della decisione della Bce. Il primo: il Qe è esteso fino ad almeno settembre 2018 e, se necessario per stimolare l'inflazione, anche oltre. Il secondo: «la maggioranza del consiglio direttivo si è pronunciata per un programma 'open-ended'», come ha rivendicato Draghi.

