Droga dalla Colombia, prosciolto pescarese arrestato

PESCARA. Non luogo a procedere per insussistenza di prove. Si è chiuso così, con il proscioglimento in udienza preliminare, il coinvolgimento di Luigi Sivitilli, 50 anni, uno dei tre pescaresi...
PESCARA. Non luogo a procedere per insussistenza di prove. Si è chiuso così, con il proscioglimento in udienza preliminare, il coinvolgimento di Luigi Sivitilli, 50 anni, uno dei tre pescaresi arrestati dalla squadra mobile di Reggio Calabria nell’ambito di un’operazione antidroga scattata il 10 gennaio. Furono 19 le persone arrestate, accusate di far parte di una organizzazione che acquistava carichi di droga dai narcotrafficanti sudamericani da destinare in Calabria. Sivitilli, insieme agli altri 2 pescaresi, era finito ai domiciliari perché sarebbe stato «tra i finanziatori o comunque gli stabili acquirenti della sostanza stupefacente» procurata dagli affiliati alla ’Ndrangheta. La droga, poi, sarebbe stata spacciata in questa zona. Le accuse nei confronti dei pescaresi si basavano sulle intercettazioni telefoniche nel 2012. Ed erano state ritenute interessanti quelle in cui si parlava di cene a base di arrosticini: un termine di copertura, per gli investigatori, per indicare la droga. Dopo l’arresto, il tribunale delle libertà aveva accolto l’eccezione di incompetenza territoriale presentata dal legale di Sivitilli, Stefano Sassano, e gli atti sono stati trasmessi a Pescara, dove è stato chiesto un nuovo arresto, mai disposto. Il giudice Antonella Di Carlo ha ora messo la parola fine.

