Droga e alcol, via ai controlli Masci: «Stop ai morti in strada»

Presentata agli studenti l’iniziativa di prevenzione per contrastare l’abuso di sostanze tra chi guida È allarme sulla diffusione dei nuovi stupefacenti: costano meno e si possono reperire anche sul web
PESCARA. Le nuove droghe «prendono sempre più piede, perché costano meno e sono facili da reperire, anche su web». E il primo intervento realizzato in strada nell’ambito del progetto “Pescara sicura”, che mira ad prevenire gli incidenti causati dalla guida in stato di alterazione psicofisica, ha permesso di accertare che «il 15% circolava con sostanze stupefacenti in corpo». Sono solo due delle considerazioni che fotografano il rapporto tra giovani e droghe ed è emerso ieri durante la presentazione del progetto ai giovani delle scuole cittadine.
Sono loro i principali destinatari di questa iniziativa messa in campo dal Comune di Pescara (capofila) con la polizia municipale, la Asl e l’Università D’Annunzio grazie a un finanziamento di 350mila euro (della Presidenza del consiglio dei ministri) che ha consentito, tra l’altro, di implementare la strumentazione della polizia municipale con etilometro, lettore del test sulle droghe e notebook (da acquistare nel 2023 le bodycam, piccole telecamere da far indossare agli agenti). Ieri il lancio ufficiale del progetto all’Aurum dove si è svolto il primo incontro con i giovani finalizzato, come tutto il progetto, ad «aumentare la consapevolezza» sugli effetti che certe sostanze possono provocare, dall’alcol alla droga, «alterando la percezione e la performance dell’organismo», ha fatto notare il comandante della polizia municipale Danilo Palestini puntando a far emergere «gli effetti deleteri» di certe sostanze, «al di là del momento di evasione».
«Sono troppi i morti sulle strade», ha commentato il sindaco Carlo Masci, «troppi i giovani che subiscono danni irreversibili da alcol e droga e guidano in condizioni di rischio. Noi li controlliamo e il primo intervento ha fatto registrare che l’allarme è fondato», ha proseguito il sindaco parlando del progetto che mira ad aumentare la sicurezza «della città, della mobilità, della viabilità. Non possiamo più sopportare il dramma di giovani vite che vengono quotidianamente spezzate sulle strade».
A fianco al Comune, “Pescara sicura” vede in campo il laboratorio di Farmacotossicologia dell’ospedale Santo Spirito, rappresentato ieri mattina dal direttore Fabio Savini, e l’Università D’Annunzio - Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento - Sezione di Medicina Legale - e Dipartimento di Farmacia, rappresentati ieri rispettivamente dal professor Cristian D’Ovidio e dal professore Marcello Locatelli.
Da Savini (che ha sottolineato il buon piazzamento di Pescara a livello nazionale, risultata decima su venti proposte finanziabili) è partito un allarme sulle droghe sintetiche. «Qui», ha detto, abbiamo verificato una prevalenza altissima delle droghe sintetiche, meno costose e più reperibili. Ciò che preoccupa è il fatto che si sia abbassata la fascia d’età dei consumatori».
I ragazzi non subiranno solo i controlli dalla polizia locale nel corso delle uscite del laboratorio mobile (un furgone) allestito con medici, analisti ed attrezzature per assicurare l’immediatezza delle analisi sui campioni rilevati. Ma saranno anche coinvolti in questionari anonimi, per capire la diffusione delle sostanze stupefacenti non catalogate. Insomma «dovranno anche essere parte attiva», ha detto Locatelli, «di un’attività finalizzata a individuare criticità e fragilità complessive, a inquadrare la percezione che i giovani hanno dell’approccio alla droga e all’alcol. Questo, anche sulla base di riscontri statistici, dovrà portarci alla creazione di un modello, replicabile anche fuori Pescara, di contrasto e prevenzione di questo triste fenomeno delle dipendenze».
Per D’Ovidio «si tratta della base quantitativa su cui costruire in futuro una struttura organizzativa che ci consenta di continuare questa esperienza, condivisa con Asl e Comune, anche in futuro, operando grazie agli esiti di questo test per giungere alla definizione qualitativa delle azioni di prevenzione e contrasto degli effetti prodotti dal consumo di droga e alcol». E sempre tra i giovani sono stati selezionati coloro che si occuperanno di testimoniare un’esperienza, attraverso “l’insegnamento tra pari”. (f.bu.)

