Droga e appalti in Comune: i due dipendenti sospesi lavoreranno gratis per la città

Peculato: la Procura dà il consenso alla messa alla prova di Ricordi e Centorame Collaboratori del dirigente Trisi, avevano usato l’auto di servizio fuori dal lavoro
PESCARA. Si avviano verso una definizione, due delle quattro posizioni dei protagonisti dello scandalo al Comune di Pescara: per quel giro di appalti, tangenti e droga che il 12 giugno scorso aveva fatto scattare quattro arresti (le manette scattarono anche per due spacciatori) e successivamente due sospensioni dal lavoro. I pm titolari dell’inchiesta, Anna Benigni e Luca Sciarretta, hanno stralciato dal fascicolo principale le posizioni di Jairo Ricordi e Gianluca Centorame, i due dipendenti comunali e collaboratori dell’ex dirigente dei lavori pubblici, Fabrizio Trisi, perno dell'inchiesta che coinvolge anche l'imprenditore Vincenzo De Leonibus. Per Ricordi e Centorame (che erano stati destinatari soltanto della misura di sospensione dal lavoro) la procura ha dato il suo consenso alla messa alla prova. A richiederlo erano stati i rispettivi difensori, gli avvocati Massimo Galasso e Valentina Marsili, che avevano inoltrato una specifica richiesta che prevedeva la messa alla prova dei due, dopo la derubricazione del reato che veniva loro contestato: da peculato a peculato d’uso, per l’uso improprio dell’autovettura di servizio al di fuori dell’orario di lavoro.
Con la derubricazione al reato, che prevede una pena molto più bassa, i magistrati hanno ritenuto ammissibile la domanda, che consiste nell’effettuazione, da parte dei due indagati, di un periodo di svolgimento di lavori di pubblica utilità che verranno decisi dal gip. La procura ha accolto la richiesta dei difensori anche «in considerazione delle condotte poste in essere dagli indagati, verosimilmente, per come emerso dalle indagini, riconducibili alla grave dipendenza dalle sostanze stupefacenti; il programma di messa alla prova presentato dai difensori, che vede anche il coinvolgimento del Serd, appare lo strumento più adeguato per una efficace rieducazione degli indagati, fine ultimo della sanzione penale».
Ricordi e Centorame, come emerso dalle indagini e dalla misura cautelare, consumavano cocaina insieme a Trisi e De Leonibus nella “tana delle tigri”, locale messo a disposizione di Trisi da un imprenditore, dove i 4 si riunivano per concordare gli appalti da assegnare con corsia preferenziale a De Leonibus, giocare a carte e consumare droga.
Nell’udienza fissata per inizio gennaio, il giudice Francesco Marino definirà le due posizioni con questo passaggio tecnico di sospensione del procedimento con messa alla prova, e alla fine i difensori potranno chiedere l’estinzione del reato.
Restano invece ancora in piedi (se si escludono i due spacciatori che rifornivano i quattro) le posizioni di Trisi e De Leonibus. Il primo era uscito dagli organici del Comune qualche giorno prima dell’arresto e poi scarcerato lo scorso 16 settembre perché ormai non poteva più reiterare i reati contestati; il secondo, De Leonibus è stato scarcerato lo scorso 6 ottobre scorso: per l’imprenditore resta in vigore l’impossibilità di concludere contratti con la pubblica amministrazione per 12 mesi. I loro legali (gli avvocati Marco Spagnuolo, Augusto La Morgia e Sergio Della Rocca) stanno valutando l'ipotesi di riti alternativi.

