«Due acceleratori contro i tumori»

4 Settembre 2017

Pettinari polemizza con Mancini e chiede di attivare il nuovo apparecchio

PESCARA . Non c’è pace sugli acceleratori lineari, tra il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Domenico Pettinari, e il direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini.
«Mancini», scrive Pettinari, «risponde con la minaccia di denuncia per allarme ingiustificato alla nostra conferenza stampa. L’accusa? Aver portato alla luce l’inadeguatezza di uno dei due acceleratori lineari per la radioterapia dell’ospedale di Pescara e di averne invocato la sostituzione con uno nuovo, in modo da fornire alla struttura due acceleratori lineari di nuova generazione».
Il manager, alle critiche del M5S, aveva risposto sostenendo che le voci secondo le quali il vecchio acceleratore può procurare danni sono gravi, e chi le afferma deve assumersi le responsabilità, anche penali, per allarme ingiustificato. «Non esiterò neanche un momento a chiedere eventuali danni per lite temeraria al direttore della Asl», aggiunge convinto il consigliere regionale.
«Mai», incalza Pettinari, «avrei immaginato di dover fare lezione di medicina al direttore Mancini», e poi spiega: «All’ospedale di Pescara abbiamo un nuovo acceleratore lineare, acquistato e non ancora funzionante. Questo acceleratore», ribadisce Pettinari, «è molto meno impattante sugli organi a rischio rispetto a quello vecchio, sia per la Radioterapia guidata dalle immagini (Tecnica Igrt) sia per la Tecnica volumetrica rotazionale (Tecnica Vumat). Sono due tecniche che rappresentano la nuova frontiera nel trattamento radioterapico delle neoplasie, e permettono di colpire con più precisione il tumore. La comunità scientifica ci dice, inoltre, che i macchinari di questo genere, all’avanguardia, sono meno impattanti perché migliorano la precisione di irraggiamento delle sede tumorale. Circostanza che si traduce nella riduzione del rischio di irraggiamento indesiderato degli organi vicini, con conseguente minor incidenza degli abituali effetti collaterali della radio tradizionale, consentendo oltretutto di utilizzare una dose radiante maggiore e aumentando l’efficacia terapeutica. A fronte di queste informazioni, abbiamo chiesto che l’ospedale si doti di due acceleratori lineare. Lo dicono la comunità scientifica e i medici», aggiunge Pettinari, «ecco perché riteniamo che Pescara non possa avvalersi di due acceleratori lineari diversi, uno con queste nuove tecniche e un altro no. Altrimenti avremmo pazienti che potranno beneficiare di uno strumento all’avanguardia, e altri che dovranno “accontentarsi” del vecchio macchinario. Riteniamo che sia necessario subito mettere in funzione il nuovo acceleratore già acquistato, e sostituire il vecchio con un altro di nuova generazione. E quando Mancini sostiene che Pescara non può avere due acceleratori lineari nuovi perché non è un centro regionale per la radioterapia, ci deve dire dove lo ha letto, visto che in nessuna convenzione Asl-Regione abbiamo trovato questa classificazione. O si vuole sostituire all’organo legislatore e decidere quali sono i centri regionali in Abruzzo»?
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