Due aggressioni in centro storico Il questore: chiamate subito il 113

I ragazzi medicati al pronto soccorso: uno di loro ha raccontato di essere stato picchiato da una gang La polizia indaga sul pestaggio in centro del 13enne, ferito in viso e sul capo e poi minacciato sui social
PESCARA. Testimonianze, immagini riprese dalle telecamere. E poi il racconto diretto della vittima. I poliziotti della squadra mobile stanno raccogliendo tutti gli elementi possibili per risalire agli autori dell'aggressione avvenuta nel tardo pomeriggio di sabato in pieno centro, tra la zona delle giostre che si trova nell'area di risulta e corso Umberto, in due momenti diversi.
A prendercele è stato un ragazzino di 13 anni, uno studente di terza media molto impegnato nello sport, che ha dovuto fare i conti con l'indifferenza dei pescaresi presenti al pestaggio: nessuno è intervenuto, neppure per mettere in fuga gli aggressori né tanto meno per chiedere alle forze dell'ordine di far arrivare una pattuglia a interrompere quella scarica di botte.
Ma non sarebbe stato l’unico caso, sabato scorso: altri due giovani domenica pomeriggio hanno raggiunto il pronto soccorso per essere medicati dopo essere stati picchiati al centro storico, o almeno così hanno raccontato. Sono un trentenne della provincia di Chieti e un 24enne della provincia di Napoli, giudicati guaribili rispettivamente in 10 e 15 giorni: hanno riferito ai medici di essere stati colpiti sabato sera e uno dei due, in particolare, si sarebbe ritrovato attorno otto persone.
Dal questore Francesco Misiti arriva un messaggio rassicurante, dopo l'episodio del 13enne, e il suo è anche un invito alla collaborazione. «La città è pattugliata», dice, «i nostri agenti effettuano controlli continui lungo le vie della città», prosegue. E poi ricorda gli appelli «da sempre» rivolti ai cittadini a «segnalarci qualunque evento accada. Per quanto ci riguarda, noi siamo pronti a intervenire tempestivamente», assicura.
Assistito dalla madre il ragazzino ha già riferito al personale della squadra volante come sono andati i fatti, spiegando di essere stato preso a calci e pugni senza motivo da un gruppetto di coetanei mentre si trovava nell'area di risulta, non distante dalle giostre. Sempre in base a un primo racconto, il 13enne è riuscito a fuggire in corso Umberto insieme alle amiche con cui stava passando il pomeriggio. Ma è stato fermato ed è stato preso a schiaffi, questa volta con la richiesta esplicita di non raccontare niente. Non solo: delle minacce gli sono arrivate attraverso Instagram, dove è stato rintracciato da qualcuno che, evidentemente, sapeva tutto o ha partecipato direttamente all'aggressione. Per il malcapitato è stato necessario raggiungere l'ospedale, per le cure iniziali e poi per delle consulenze mediche ed è stato giudicato guaribile in 15 giorni per un trauma cranico e facciale, una infrazione al naso e un’infiammazione alla retina. Partendo dal resoconto dettagliato di quel pomeriggio di paura, che si è concluso solo quando il 13enne è riuscito a rifugiarsi in farmacia, gli uomini della Mobile, diretti da Dante Cosentino, ricostruiranno i fatti con precisione e cercheranno di dare un nome ai responsabili di tutto, cercando in primo luogo nella zona dove è cominciato il pestaggio, l'area di risulta, "controllata" da telecamere di ultima generazione del Comune. E poi si cercano testimonianze utili, visto che qualcuno potrebbe aver visto anche se nessuno si è fatto avanti per avvisare e far intervenire le forze dell'ordine, come ha fatto notare la madre del giovanissimo mostrando un misto di tristezza e stupore. Un'indifferenza che non fa onore ai pescaresi, quella dimostrata sabato, quando il corso principale della città non era sicuramente deserto. Anche perché una telefonata immediata a polizia o carabinieri avrebbe consentito, forse, di acciuffare subito i responsabili, che sarebbero cinque, almeno per la fase iniziale.
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