Due anni di guerra Oggi c’è la protesta contro le bombe

24 Febbraio 2024

Presidio davanti alla prefettura per dire no all’indifferenza Il segretario Cgil: «Cerchiamo la pace senza usare le armi»

PESCARA. Due anni fa l’inizio della guerra in Ucraina, l’arrivo dei profughi a Pescara e provincia, una catena di solidarietà per aiutare il popolo sotto attacco della Russia. Adesso, però, la guerra rischia di sembrare la normalità. La Cgil non ci sta e, insieme alle associazioni della Europe for Peace (tra cui Arci Pescara, Emergency e Wwf), scende in piazza per manifestare contro guerra e indifferenza. È quanto annunciato dal segretario Cgil Luca Ondifero.
L’appuntamento, oggi alle 10.30 in piazza Italia davanti alla prefettura, è promosso da Cgil Pescara, Arci, Emergency, Ali Abruzzo, Pas, Ass. 360°, PaxChristi, Auser, Legambiente Pescara, Mediterranea Pescara, Anpi, Wwf, Udi e Las e si pone l’obiettivo di dire «basta alla guerra e basta al silenzio», dichiara Benedetta La Penna dell’Arci, «è importante concedere la possibilità alle persone di dare spazio alla propria voce soprattutto perché rimanere in silenzio significa continuare a far parte di un problema. È dunque arrivato il momento di prendere una posizione e che si tratti di una posizione chiara e decisa contro tutto quello che sta accadendo nel mondo. Sui social siamo abituati ormai da mesi a vedere immagini e video di morte e distruzione al punto da ritenerlo addirittura normale, ma non dovrebbe essere così. Scendiamo in piazza proprio per questo motivo, perché bisogna trovare un modo per dire sì alla pace e», conclude La Penna, «insieme possiamo renderlo possibile. Il 24 è dunque per tutti quelli che vogliono sentirsi parte di una voce».
Il segretario Cgil Ondifero dichiara che lo scopo è proprio quello di «dare seguito al movimento anche sul nostro territorio perché riguardo alla guerra tra Israele e Palestina c’è ancora troppa ambiguità, così come per la guerra in Ucraina passata ormai in secondo piano. Se ne parla sempre meno sul nostro territorio e tutto questo ci aiuta a ragionare su quanto siamo lontani dall’affrontare i temi per quelli che sono, sia a livello sociale che politico. La pace deve essere portata avanti attraverso il confronto e non attraverso le armi, per questo chiediamo ai movimenti, alle associazioni, ai comitati locali di mobilitarsi insieme a noi sabato, e al termine della manifestazione», aggiunge Ondifero, «consegneremo tutti insieme un documento al prefetto che conterrà le richieste della comunità come la messa al bando delle armi nucleari, la legittimazione dello Stato della Palestina e la liberazione degli ostaggi israeliani».