«Due coniugi a modo mai un litigio tra di loro»

La contrada sconvolta. Il sindaco Di Fonso: è la tragedia che non ti aspetti L’avvocato Paone, difensore dell’uomo: «È sotto shock, non ricorda nulla»
TORINO DI SANGRO. Il corpo coperto da un lenzuolo bianco è quasi nascosto dal fogliame. Qualche cittadino raggiunge a piedi la scarpata dove poco dopo le 10,30 è avvenuta la tragedia. Sui volti lo stupore e lo sgomento per quello che è accaduto. Lucia Dell’Orefice, una vicina di casa scuote la testa incredula. «Conosco Domenico», dice, «e conoscevo Luisa da tanti anni. Due persone a modo. Per anni hanno gestito un market. Ora erano in pensione. Lui più sofferente fisicamente. Entrambi molto riservati. Abito vicino ma non li ho mai sentiti litigare. Non riesco a credere che lui possa averla uccisa», afferma la donna guardando immobile il lenzuolo bianco.
Il sindaco Nino Di Fonso arriva insieme ai carabinieri. Anche lui è sconvolto. «È la tragedia che non ti aspetti», dice. «Questa strada», indica il primo cittadino, «era la strada che Luisa e Domenico facevano spesso. A piedi o in auto come pare abbiano fatto oggi. La loro è sempre stata una famiglia serena. Inspiegabile quello che è successo». I figli di Domenico e Luisa, Caterina e Bernardino (chiamato da tutti in paese Dino) sono sotto shock. Dino abita con i genitori e non ha mai assistito a un loro diverbio. Caterina è sposata e madre di due bambini che nonna Luisa adorava. «Il dolore dei figli deve essere straziante», afferma l'ex sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priore. «Quanto accaduto può avere solo una spiegazione psichiatrica: qualcosa di irrazionale che non poteva essere previsto. Domenico non è un violento, è una bravissima persona. Non riesco a capire cosa possa essere accaduto».
Incredulo anche un altro ex primo cittadino del paese, Domanicantonio Pace, che abita a 100 metri dalla villetta dei Giannicchi e che spesso portava il suo cane fuori la sera insieme a Domenico. «Non frequentavano molte persone, Domenico e Luisa. Lui dopo aver avuto problemi di salute si era chiuso ancora di più. Uscivano poco. Ultimamente ancora meno. Lei era spesso sul balcone. Una grande signora, estremamente educata e a modo. Per niente affatto facile all’ira. Per questo stento a credere a quello che è successo. Non riesco neppure a immaginare cosa possa aver scatenato tanta rabbia. La strada di Montesecco era la loro strada. Mai avrei immaginato che potessero avere una discussione così violenta».
Davanti alla villetta di via Montesecco, a un chilometro e mezzo dal luogo della tragedia, mentre i carabinieri e il 118 portano avanti il loro lavoro, c’è un via vai di gente incredula. «Due persone così brave», dice un’anziana. «Hanno fatto crescere e studiare i due figli. Caterina è avvocato e anche Dino è laureato. Poveri ragazzi», dice la donna.
Fra i primi ad arrivare sul posto, l’avvocato Alberto Paone, di Lanciano, difensore di Domenico. «Quello che è realmente accaduto potrà essere stabilito solo quando il mio cliente si sarà ripreso. Al momento sta molto male fisicamente e psicologicamente. È ricoverato a Lanciano. Anche lui ha diverse lesioni, ma soprattutto non ricorda nulla», afferma il legale. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

