Due crateri in spiaggia per ospitare il cavo

7 Febbraio 2015

Proseguono i lavori sulla riviera sud. Più di 300 persone all’open day organizzato da Terna

PESCARA. L'utilità dell'opera e i rischi per la sicurezza e la salute. Queste le principali curiosità di oltre 300 cittadini (di cui 50 hanno lasciato domande scritte) che ieri si sono recati all'auditorium Flaiano all'open day organizzato dalla società Terna Rete Italia per spiegare i dettagli della tanto contestata realizzazione del cavidotto che trasporterà energia corrente continua dal Montenegro (Tivat) fino a Villanova di Cepagatti dove la stazione di conversione (in fase di costruzione) trasformerà in corrente alternata, fino ad arrivare, grazie agli elettrodotti (i tralicci), a Gissi. Dipendenti, consulenti e progettisti di Terna si sono messi a disposizione, dalle 10 alle 19, dei residenti per cercare di fugare ogni dubbio riguardante i potenziali rischi connessi alla realizzazione di tale opera e l'impatto ambientale. Dopo l'apertura del cantiere e l'inizio dei lavori sulla spiaggia nei pressi del fosso Vallelunga, dove si sta scavando per interrare le tubazioni che ospiteranno i cavi elettrici, i vertici di Terna hanno valutato l'esigenza di questo incontro informativo in seguito alle proteste e alle preoccupazioni dei cittadini, che ritengono o forse ritenevano, di non essere al corrente dei dettagli dell'opera. All'interno dell'auditorium, una serie di cartelli spiegava nei dettagli l'intera opera, ma anche l'intervento che da una decina di giorni si sta eseguendo con lo scavo. I lavori proseguono a ritmo serrato ogni giorno, tra la curiosità di residenti e passanti che puntualmente si fermano a osservare una scena davvero insolita, con la spiaggia invasa da camion, gru, escavatori, un grande macchinario che perfora la sabbia, un gabbiotto da cantiere, un bagno chimico, decine di tubi e transenne. Nella sabbia sono stati già eseguiti due grandi fori, che a vederli sembrano degli enormi crateri. All'interno di questi una potente macchina si occupa di scavare l'arenile e allo stesso tempo di compattare la sabbia in eccesso ai suoi lati. Si arriverà a circa tre metri di profondità per poi proseguire sotto il livello dell'acqua fino a una distanza di circa 500 metri nello specchio di mare antistante il fosso Vallelunga (che ieri presentava una sospetta schiuma blu, molto probabilmente proveniente dallo scarico delle acque piovane e della fogna di via Celommi). Al termine di questi lavori, a una distanza di 300 metri dalla scogliera si procederà alla riemersione del cavo che una nave provvederà a collegare con quello del Montenegro. Tra i cartelli esplicativi di Terna anche uno che spiega come la corrente continua produca «un campo elettrico statico, praticamente pari a quello generato dalla terra». Un altro spiega la scelta di Villanova e Pescara: «L'esigenza di inserire il nuovo collegamento in un nodo della rete non congestionato e con forti possibilità di smistamento dell'energia». Terna conferma come non ci sarà alcun divieto di balneazione, ma solo un divieto di pesca (in particolare quella a strascico) in una fascia delimitata ai lati del cavo, come previsto dal codice della navigazione. Terna ricorda come i dettagli dell'opera (per la quale manca ancora il progetto esecutivo relativo all'interramento terrestre del cavo) fossero stati resi noti nel corso dei consigli comunali aperti nei vari Comuni coinvolti, nel 2011 e nel 2012. L'intervento, che prevede un investimento di circa un miliardo di euro, contribuirà a soddisfare il fabbisogno elettrico dell'Abruzzo che evidenzia un deficit del 32-33 per cento. Terna si dice soddisfatta per la riuscita dell'iniziativa e non esclude l'organizzazione di un nuovo incontro.

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