Due giorni chiuso per 9 falsi positivi: riapre il distretto

4 Novembre 2020

Presunto errore nell’esecuzione delle analisi: tutti negativi Era stato sospeso anche l’Usca. E oggi ripartono tutti i servizi

FRANCAVILLA. Sono rimasti chiusi due giorni e riaprono questa mattina i locali del distretto sanitario di Francavilla e quelli dell'Usca (Unità speciale di continuità assistenziale), a seguito di 9 falsi positivi che nella notte tra sabato e domenica hanno fatto scattare l'allarme coronavirus.
Da quello che riferiscono fonti interne alla struttura, in seguito a controlli di routine effettuati su medici e personale sanitario, nove tamponi hanno dato in prima battuta esito positivo. Tra questi ci sono non solo gli operatori del distretto, ma anche due medici da poco in servizio all’interno dell’Usca, il centro recentemente aperto nel paese alto che segue i contagiati non ospedalizzati. Dopo aver ricevuto i risultati, i responsabili non hanno perso tempo e hanno deciso di chiudere al pubblico entrambi i presidi sanitari, avviando, tra l’altro, le operazioni di sanificazione, come ricordano i diversi avvisi presenti all'ingresso.
Un risultato che ha lasciato di stucco il personale, tanto che in fretta e furia è stato effettuato un nuovo giro di tamponi di controllo che, sempre stando a fonti interne, ha ribaltato l’esito. Secondo gli addetti ai lavori si tratterebbe di un responso che può trovare la sua spiegazione in una qualche anomalia verificatasi nel laboratorio in cui i test sono stati analizzati.
Del resto, l’intera batteria di tamponi, nel giro di poche ore, è passata da positiva a negativa, avvalorando la tesi di un presunto errore durante l’analisi. Tuttavia, in maniera precauzionale si è preferito chiudere per due giorni sia il distretto sanitario che l'Usca, rimasti fermi sia nelle giornate di lunedì che in quella di martedì. Tutti i locali sono stati sanificati da una ditta specializzata e da questa mattina sono pronti a tornare in servizio. Come riferito dai responsabili, il protocollo interno prevede controlli di routine per tutto il personale ogni 15 giorni, proprio per scongiurare l’ipotesi di eventuali positività.
Con riferimento all’Usca inoltre, va detto che in merito alle diverse segnalazioni da parte di cittadini Covid positivi che lamentano la difficoltà nel mettersi in contatto con i medici che vi lavorano all'interno, dal distretto sanitario precisano che l'accesso alla struttura dedicata non può avvenire attraverso un contatto diretto con il paziente, ma solo tramite il medico di base o il pediatra, a cui lo stesso paziente deve rivolgersi qualora ne riscontri la necessità. Sarà dunque compito del medico di famiglia fare da tramite per attivare la procedura di assistenza messa a disposizione dall'Usca.
©RIPRODUZIONE RISERVATA