Due morti, piange Collecorvino Il sindaco: la situazione è grave

21 Marzo 2020

Zaffiri: abbiamo 8 positivi e oltre 30 persone in quarantena e si continua a uscire per futili motivi Altri tre casi all’ospedale di Penne. E il Comune vieta fino al 25 marzo l’attività ricreativa all’aperto

COLLECORVINO. «Siamo preoccupati», dice il sindaco di Collecorvino Antonio Zaffiri. Ieri due cittadini di Collecorvino, un uomo di 81 anni, Silvio Perilli, e una donna di 88 anni, Antonia Falone, sono morti a causa del coronavirus. Tutti e due erano ricoverati all’ospedale Santo Spirito di Pescara, ma il virus ha avuto la meglio sulle cure. «Nel nostro paese ci sono stati i primi due morti da Covid 19. Abbiamo inoltre 8 persone positive e 35/40 persone in quarantena, potenziali contagiati. Sono preoccupatissimo», racconta ancora Zaffiri, «soprattutto perché le persone non hanno percepito la gravità della situazione. Escono per futili motivi più volte al giorno. Tutto ciò mi lascia allibito. Spero siano adottate misure ancora più restrittive. Tutti», sottolinea ancora il sindaco Zaffiri, «trovano la scusa per uscire di casa. Ma l’autocertificazione non giustifica la morte di altri. Non siate egoisti, irresponsabili e incivili: restate a casa», ammonisce Zaffiri.
TRE NUOVI CASI A PENNE. Un’emergenza che continua anche a Penne, dove i casi di positività al Covid 19 non si arrestano. Ieri si sono registrati altri tre casi: due uomini e una donna. E all’interno dell’ospedale si continua a lavorare allo strenuo delle forze. A Medicina 2 il reparto è al completo. I 22 posti letto sono occupati da 17 pazienti positivi, più 4 persone che hanno chiari sintomi da Covid e attendono il responso del tampone. In rianimazione sono invece 4 i ricoverati risultati positivi al coronavirus. Si attende anche l’esito dei tamponi effettuati sugli operatori dell’ala chirurgica dove, nei giorni scorsi, sono stati trasferiti tutti i pazienti risultati negativi.
L’ORDINANZA. E intanto dal Comune di Penne arriva l’ordinanza, in vigore da oggi al 25 marzo, che vieta, sul territorio, l’attività ludica o ricreativa all’aperto, consentita solo «in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona». Inoltre «nei giorni festivi e prefestivi, e in quelli che li precedono o seguono, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza».
CONTROLLI. Continuano in città i controlli su cittadini ed automobilisti. Ieri tanti lavoratori pennesi hanno trovato uno sbarramento all’ingresso del comune di Elice in località Quattrostrade. Prosegue anche la sanificazione di strade e vie, che sta interessando anche le frazioni. Solo nei giorni prefestivi e festivi, nei supermercati e negozi adibiti alla vendita di alimentari aperti in città, non sarà più possibile acquistare beni che non siano essenziali (come elettrodomestici, profumeria, detersivi). La direttiva è stata disposta per evitare che si possano formare assembramenti di persone dinanzi ai punti vendita. «Si raccomanda di restare a casa, evitate di uscire: la situazione è difficile e pericolosa», scrive in una nota il Comune di Penne. Ulteriori misure restrittive saranno prese in linea con le disposizioni che varerà il Governo nel prossimo decreto.
LA DENUNCIA. Intanto, sull’emergenza al San Massimo, interviene la Fials (Federazione italiana Autonomie locali e sanità) che denuncia carenze nel reparto di Medicina 2, dedicato ai trattamenti Covid19. Ieri il sindacato ha inoltrato nota all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì per segnalare disfunzioni e carenze del reparto quali: inadeguatezza dei locali, la carenza dei dispositivi a protezione individuale per il personale e l’assegnazione di tre medici che sono ai loro primi incarichi.
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