«Due notti ad ascoltarlo, si è fidato»

Il medico della polizia Sara Cortese: «All’inizio non è stato facile»
PESCARA. Alla fine, dopo 44 ore, Dante ce l’ha fatta a non mollare, a provare ad avere fiducia negli altri. Questa volta gli altri sono i negoziatori, gli psicologi, il medico capo della polizia di Stato Sara Cortese, in particolare.
Il 23enne, ormai stremato, l’ha guardata negli occhi per chiedere, a modo suo, di essere salvato. «Ditemi cosa devo fare. Ha detto proprio così quando ha aperto la porta, ieri mattina», riferisce la dottoressa Cortese. «La strada scelta per gestire questa emergenza è stata quella di ragionare nell’ambito di un quadro psicologico», spiega. «Comunicare con lui era la cosa principale, per non farlo sentire mai solo. Inizialmente non è stato facile. Poi, gradualmente, qualcosa nel ragazzo è scattato. Lui doveva capire che di noi poteva fidarsi e così è stato. Abbiamo guadagnato la sua fiducia parlando con un lui e gli abbiamo dimostrato di essere pronti ad ascoltarlo. Due notti assieme al ragazzo, senza mai allontanarci. Lui sapeva che noi eravamo lì e, pian piano, ha cominciato ad aprirsi. Lo abbiamo riportato in un quadro di valori», sottolinea il medico capo della polizia. (s.d.v.)
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