Due pescaresi in Grecia per sfamare i profughi

1 Aprile 2016

L’imprenditore Taucci e il giornalista Manzo hanno portato 9 tonnellate di cibo al confine con la Macedonia dove i bimbi sopravvivono in una tendopoli nel fango

PESCARA. Due pescaresi sfamano 15 mila profughi in fuga dalla guerra accampati a Idomeni, striscia di terra a confine tra la Macedonia e la Grecia. L'imprenditore Marco Taucci e il giornalista Marco Manzo hanno raccolto, nel giro di una settimana e utilizzando il solo passaparola dei social, 13 mila euro con i quali hanno acquistato a Idomeni 110 mila pasti («Nove tonnellate di viveri sufficienti per una settimana») per i profughi, tra cui molti bambini e neonati, in attesa che per loro si aprano le porte dell'Europa e che, nel frattempo, sopravvivono in una tendopoli immersa in una palude di fango.

Nella settimana di Pasqua hanno caricato su un furgone Renault circa 5000 euro di latte in polvere, pannolini, assorbenti, giochi, medicinali da banco, omogeneizzati, coperte, abiti, cibo in scatola e sono partiti alla volta del confine greco-macedone per portare la solidarietà veloce ed efficace degli abruzzesi nel campo gestito da volontari olandesi e siriani.

Di questa esperienza di volontariato, realizzata in tempi record, Taucci e Manzo hanno parlato ieri mattina ai 1500 studenti del liceo scientifico da Vinci di Colle Marino diretto dal preside Giuliano Bocchia. Nell'aula magna, impossibilitata a contenere tutta la popolazione studentesca, si sono alternati prima gli studenti del biennio e poi il resto delle classi, (sezioni A-P) provenienti anche dalla succursale di via Brandano, che hanno partecipato all'assemblea sul tema dei diritti umani aperta con un filmato, realizzato dalla quinta O, per chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni.

La manifestazione è stata organizzata da Luca Caramellotti e Lorenzo Stasi, rappresentanti di istituto, insieme a Lorenzo Chiantella, Alessio Del Trecco, Alessio Fortunato e Giada Cucciniello di Più Abruzzo. Taucci, 48 anni, titolare di Pandora store e numerose esperienze di volontariato alle spalle come i terremoti dell'Aquila e dell'Emilia Romagna, e Manzo, 40 anni, Erasmus in Argentina, presidente dell'associazione Più Abruzzo e direttore di Abruzzo Indipendent e Spoltore notizie, hanno annunciato di voler proseguire la loro opera solidale a Idomeni e chiesto un contributo simbolico agli studenti e un altro aiuto concreto agli abruzzesi «che si sono fidati di noi e ci hanno affidato il denaro per poter aiutare questa gente in difficoltà, giovani come noi, professionisti e studenti afgani, siriani e iracheni, che probabilmente rimarranno bloccati per un anni in un luogo paludoso e freddo». Manzo, alla platea di studenti un po’ troppo distratti dai telefonini, tanto da essere rimproverati più volte dai rappresentati di istituto: «La schiavitù è un business studiato a tavolino e voi, che siete la generazione del futuro, dovete scendere in piazza, protestare con educazione, ma chiedere ciò che vi è dovuto sempre. Studiate la Costituzione e combattete contro ogni forma di ingiustizia. Alle ragazze dico: non innamoratevi dei vigliacchi, ma degli eroi. Voi dovete diventare gli eroi abruzzesi che combattono per le giuste cause, come questa».

Gli studenti hanno chiesto se i fondi delle raccolte di volontariato arrivano sempre a destinazione. «In questi giorni», è stata la risposta di Manzo, «persone disoccupate sono venute da noi per darci centinaia di euro, con i quali abbiamo sfamato migliaia di persone. Noi non abbiamo applicato protocolli lunghi e sfibranti come fanno le Ong (Organizzazioni non governative), abbiamo solo caricato un furgone e siamo partiti mettendo in piedi un’organizzazione concreta, logica ed efficientissima in meno di dieci giorni. La disperazione che abbiamo visto è tanta, io avrei voluto portare via quei bambini dagli occhi supplichevoli».

Taucci: «Idomeni è una terra paludosa e umida, i bambini, tra cui neonati, dormono nel fango in condizioni allucinanti. Questa gente non mangia carne da una vita e quando doniamo cibo, quasi ci aggrediscono tanta è la fame. Non hanno prospettive di futuro, sono stati costretti a spostarsi per non perdere la vita, ma pensiamo che rimarranno intrappolati lì per anni».

Taucci e Manzo terranno un altro incontro a Montesilvano il 3 aprile alle ore 11 alla piadineria romagnola di Montesilvano per raccontare la loro esperienza.. La raccolta di viveri è stata effettuata nel Pandora store di via Montanara, ma, spiega Taucci, «non abbiamo più spazio per fare magazzino». Quindi, per chi volesse contribuire con donazioni, anche minime, è stato aperto appositamente un conto corrente con IBAN IT46L0760105138269604269607 (causale: missione umanitaria a Idomeni) e intestato a Marco Manzo. Numero di carta Poste Pay 5333171026575205.

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