Due scuole verso l’abbattimento Il sindaco: «Saranno ricostruite»

14 Febbraio 2022

Il Comune butterà giù la primaria di via del Concilio e la media Mazzini per rifarle: sono istituti datati Si pianificano anche nuovi asili, palestre, mense e un centro cottura da finanziare con i fondi del Pnrr

PESCARA. Due scuole da abbattere e ricostruire, la primaria di via del Concilio e la media Mazzini, in viale Regina Margherita. E poi nuove palestre scolastiche, mense e refettori da realizzare o ampliare, e nuovi asili nido. E, ancora, una serie di interventi di riqualificazione per 11 milioni di euro, effettuati di recente o da eseguire entro l’anno. Il Comune pensa in grande, per le scuole, e lo fa puntando ai fondi del Pnrr, ma non solo a quelli, come annunciano il sindaco Carlo Masci e il suo vice Gianni Santilli. La questione sarà affrontata mercoledì, a Palazzo di città: Santilli convocherà una riunione con giunta e consiglieri, per «decidere insieme le priorità».
«Vogliamo innovare il panorama edilizio della città, per le scuole», dice Masci parlando dell’abbattimento dei due istituti. Per la Mazzini i fondi sono quelli dei mutui Bei mentre per l’elementare di via del Concilio è stato presentato un progetto (investimento da 4 milioni di euro) per accedere a uno dei bandi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il termine scadeva l’8 febbraio e se è stata scelta questa scuola è perché «ci permetteva di ottenere il punteggio più alto, per quanto riguarda i requisiti previsti dal bando, rispetto alle altre scuole».
Tra gli altri bandi, di cui si è parlato nella commissione Edilizia Scolastica, presieduta da Fabrizio Rapposelli, c’è quello per la costruzione di nuove palestre scolastiche e gli uffici del Comune hanno già preso in considerazione le scuole di San Silvestro, via Prati, via Italica e Colle Pineta (da demolire e ricostruire). Per le mense e i refettori scolastici si pensa alla creazione della mensa nella scuola di via Giardino, all’ampliamento del refettorio nella scuola Renzetti (via Prati), alla nuova mensa e al centro cottura in via Scarfoglio, e alla mensa della scuola di via Gioberti. Poi, ancora, si punta a nuovi asili nido: il primo è stato ipotizzato nei pressi dell’uscita dall’asse attrezzato verso San Silvestro - Zona Fidia - Area Peep; il secondo vicino il Tribunale; il terzo in via Lago Isoletta. Queste tutte le possibili proposte (la scadenza per candidarsi è fine marzo). Ai progetti ancora da scrivere si aggiungono quelli già concretizzati o comunque pronti per partire. Masci ricorda che «siamo intervenuti al nido di via Rigopiano, e poi via Vespucci, via del Santuario, via Benedetto Croce, Colle Marino, via Monte Bove, alla scuola elementare di Fontanelle e Borgo Marino. Abbiamo riconsegnato da poco gli spazi di Piano t e resta da intervenire in via Anelli, colle Scorrano, via Cavour, via Gioberti, via Milite Ignoto, dove i lavori sono previsti a giugno. È corso il cantiere della Michetti mentre per la Benedetto Croce si interverrà a Marzo. Finanziamenti già ottenuti per la Antonelli e per via Sacco ma bisogna procedere all’affidamento. Tutto per 11 milioni circa con l’obiettivo di risanare il tessuto scolastico usando gli strumenti che il governo ci mette a disposizione, per l’efficientamento energetico». E poi, ricorda Santilli, sono in programma i lavori alla scuola Illuminati.
Interventi «invasivi», ammette Masci, e quando si prevede l’abbattimento, come per via del Concilio e la Mazzini, «dobbiamo trovare una collocazione ai ragazzi, per cui è chiaro che si creeranno dei problemi e chiediamo comprensione, per questo. Ma è anche vero che affrontiamo questioni mai affrontare prima perché ci sono istituti datati che vogliamo rinnovare. E se i fondi non dovessero arrivare con il Pnrr si punterà su altri bandi, visto che sono continui. Bisogna organizzarsi per spenderli, i fondi» e proprio per questo Masci metterà su una «sorta di cabina di regia, una nuova macrostruttura sul Pnrr con i tecnici, i rappresentanti di maggioranza e minoranza e i portatori di interessi della città, tra cui Università e Camera di commercio, per ragionare su cosa occorre e partecipare ai bandi. C’è di tempo fino al 2026 per spendere questi fondi: somme ingenti, mai spese prima. È una sfida epocale che vogliamo cogliere».