Due vigili urbani presidiano il Comune

14 Gennaio 2015

L’amministrazione fa parzialmente marcia indietro e diminuisce il numero dei vigili urbani a presidio del Comune. Da ieri mattina gli uomini armati sono passati dagli 8 del giorno precedente (4 al...

L’amministrazione fa parzialmente marcia indietro e diminuisce il numero dei vigili urbani a presidio del Comune. Da ieri mattina gli uomini armati sono passati dagli 8 del giorno precedente (4 al mattino e 4 nel pomeriggio) alle due unità in servizio ieri nei due palazzi. La pattuglia è al lavoro e «pronta a intervenire solo in caso di necessità» anche nei giorni di rientro pomeridiano o durante il consiglio comunale. Il servizio di sicurezza è stato deciso dal sindaco Marco Alessandrini e dall’assessore Adelchi Sulpizio dopo le due aggressioni di giovedì scorso per salvaguardare l’incolumità non solo dei politici, ma anche dei dipendenti. «La cortina di ferro in Comune non c’è», precisano in una nota, «nessun assessore gira con la scorta, né il sindaco che appena eletto vi rinunciò. Ognuno di noi ogni giorno viene al lavoro con mezzi propri e così avverrà in futuro. Tornelli, scorte e muri di separazione dalla città non appartengono né alla nostra storia, né alla nostra cultura politica». Alessandrini e Sulpizio, pur avendo istituito un servizio aggiuntivo di sicurezza, scartano l’esistenza di un allarme sociale. «I due episodi», aggiungono, «nulla hanno a che fare con situazioni di emergenza con cui ci confrontiamo apertamente ogni giorno nei nostri uffici. Nei settori dedicati, come servizi sociali e politica della casa, abbiamo elevato il livello della sicurezza a nome dell’incolumità dei dipendenti. Lo abbiamo fatto non con misure eccezionali o, come dice l’ex primo cittadino, con provvedimenti “illegittimi”, ma applicando strumenti e norme vigenti da anni». Il capogruppo Pd Marco Presutti, rispondendo all’opposizione che chiede la riattivazione dei tornelli, li definisce «un mezzo inefficace e utile solo a marcare una distanza tra Comune e cittadini». «La nostra idea», sottolinea, «è che ognuno è benvenuto nel palazzo di Città, che è la casa di tutti i pescaresi, e ovviamente nessuno deve farsi identificare quando entra a casa sua. Speriamo che l’allarme sicurezza possa rientrare il prima possibile. Finirla con le dichiarazioni incendiarie aiuterà». (y.g.)