Dynasty Medici la grande storia è un thriller pop

L’epopea della casata fiorentina rivive in tv «Un dramma che appassionerà il pubblico»
FIRENZE. Dall'Inferno al Paradiso, al cielo luminoso del Rinascimento passando per il Purgatorio. Una scia di sangue, soldi, sesso, spietatezze, sotterfugi. Un circuito di “esse” che sfocia nel “seggio della signoria”. Il potere non conosce limiti. Machiavelli lo sa. I Medici lo sanno. Firenze lo sa. Dopo Dan Brawn, la Città del Fiore apre un nuovo, affascinante capitolo del suo immaginario.
“I Medici”, saga storica e thriller fantapolitico, da domani 18 ottobre in onda su Rai 1 (e, grazie al satellite Hotbird di Eutelsat, anche in Ultra HD. Inoltre andrà in formato 4K gratuitamente sulla piattaforma satellitare tivùsat - canale 210 del telecomando), diretta da Sergio Mimica-Gezzan, che schiera tra i protagonisti Dustin Hoffman, Richard Madden, Stuard Martin, Annabel Sholey, Guido Caprino, Miriam Leone, Alessandro Preziosi, Valentina Bellè, Sarah Felberbaum, Valentina Cervi.
«Abbiamo fatto un prodotto che non ha niente da invidiare alle grandi serie americane e inglesi – esordisce la produttrice Matilde Bernabei – lo abbiamo già venduto in mezzo mondo, dal Giappone alla Nuova Zelanda. Coi Medici vogliamo dar vita a un nuovo rinascimento dell'audiovisivo italiano».
Il Rinascimento, quello vero, si profila in tutto il suo splendore nella ardita curvatura della cupola del Brunelleschi, mentre intrighi e complotti insanguinano la città, senza dimenticare la peste e gli oscuri intrighi che avrebbero condotto Firenze sull'orlo di una vera propria guerra civile.
«Non sapevo quasi niente della storia dei Medici – confessa lo sceneggiatore Frank Spotnitz, noto al grande pubblico per X-Files e Hunted – ma informandomi e studiando ho capito che con loro è nato il mondo moderno come lo conosciamo oggi, fornendo tutta una rete di possibilità che prima non esistevano: con talento e fortuna chiunque avrebbe potuto assurgere al livello di uomo benestante, scalando le rigide classi sociali. Dopo essere diventati i banchieri del papa, hanno usato il loro immenso potere per favorire il commercio e gli scambi, migliorando le condizioni dei cittadini e creando il primo nucleo di quella che poi sarebbe diventata la classe media. Senza dimenticare il modo in cui promossero l'umanesimo abbracciando l'arte e diventando i mecenati di geni assoluti, come Filippo Brunelleschi, Donatello, Leonardo da Vinci, Michelangelo».
La storia parte con la morte di Giovanni de' Medici (un umbratile Dustin Hoffman) di cui non si conoscono le cause. Forse è stato avvelenato. I figli Cosimo (Richard Madden) e Lorenzo (Stuart Martin) hanno dei sospetti ma li tengono segreti.
«Partendo dalla sua morte – spiega Spotnitz – creiamo un mistero che può intrigare anche quegli spettatori che sarebbero stati forse meno attratti dalla saga dei Medici. Un escamotage narrativo che ci permette di creare una linea di sospetti, e un percorso di indagine, fra le famiglie nobili che non a torto vedevano i Medici come una minaccia al loro potere, e contemporaneamente di costruire un appassionante dramma familiare».
Spotnitz, insomma, è stato l’uomo chiave per trasformare un racconto storico in un giallo contemporaneo appetibile anche al grande pubblico.
A Firenze c'era anche Ann Deborah Dyer, in arte Skin, la voce degli Skunk Anansie, che interpreta "Renaissance", il brano scritto insieme a Paolo Buonvino che fa da colonna sonora.
E se questa prima stagione è dedicata al quinquennio che va dal 1429 al 1434, già si lavora alla seconda che avrà al centro la figura del Magnifico. I Medici diventano una saga vera e propria, una "dinasty" che nella prossima puntata, trent’anni dopo, vedrà stagliarsi imponente la figura di Lorenzo il Magnifico.
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