E a Popoli riparte la protesta per salvare il Santissima Trinità

11 Giugno 2017

Il movimento «Avanti tutta» torna a protestare. «Poiché», si legge in una nota, «il direttore generale della Asl di Pescara Antonio Mancini, non ha rispettato appieno le promesse fatte pubblicamente...

Il movimento «Avanti tutta» torna a protestare. «Poiché», si legge in una nota, «il direttore generale della Asl di Pescara Antonio Mancini, non ha rispettato appieno le promesse fatte pubblicamente dal presidente Luciano D'Alfonso lo scorso mese di aprile e non ha rispettato neanche il decreto sisma come se il Parlamento non avesse approvato nulla». Secondo il movimento, il presidio sanitario di Popoli è al collasso, «il personale medico ed infermieristico è talmente scarso che si rischia la chiusura estiva, la direzione Asl non prende alcuna iniziativa se si escludono dei palliativi insignificanti mascherati da interventi significativi. L'autonomia dell'ospedale non viene rispettata, la situazione è tale che non sono da escludere esposti denuncia per interruzione di servizi e alla magistratura contabile per il mancato utilizzo di risorse (vedi Risonanza magnetica nucleare) costate centinaia di migliaia di euro». Fra tutti i servizi e reparti che il movimento ha richiesto di potenziare a Popoli, quelli di prioritaria necessità per mantenere attivo la struttura e qualificarla con il nome di ospedale, almeno per i 36 mesi di proroga concessi dal decreto sisma, il movimento ritiene imprescindibile potenziare la Radiologia, annettendo altri medici ai tre presenti, e almeno 7/8 tecnici. Almeno altri quattro medici sono necessari al reparto di Chirurgia (oggi ce ne sono due), mentre il reparto di Cardiologia e il Centro trasfusionale sono da istituire come Unità operative semplici dipartimentali (Upsd), queste ultime da rendere autonome e non dipendenti da Pescara. Il movimento non ci sta più e avverte che per sabato 24 giugno prossimo alle dieci organizzerà un'importante manifestazione di protesta «e questa volta non ci si limiterà solo ad essa, questa volta non basteranno le parole anche ufficiali, ma occorreranno fatti formali», continua la nota. Intanto, il movimento «Avanti tutta» sta preparando una bozza di legge regionale di iniziativa popolare per salvare l’ospedale popolese ed è imminente l'avvio di una raccolta di firme (almeno 5mila) a sostegno della proposta di legge. Il movimento chiede un’ulteriore partecipazione a tutti i cittadini, ai sindaci del territorio e a chiunque abbia a cuore le sorti dell'ospedale di Popoli. (w.te.)