E a Reggio Emilia c’è chi vuole cancellare via d’Annunzio

3 Maggio 2023

PESCARA. In occasione del 25 Aprile, a Reggio Emilia, un gruppo di attivisti con un’azione dimostrativa ha “cancellato” la via dedicata a Gabriele d’Annunzio, sostituendo l’insegna indicante il nome...

PESCARA. In occasione del 25 Aprile, a Reggio Emilia, un gruppo di attivisti con un’azione dimostrativa ha “cancellato” la via dedicata a Gabriele d’Annunzio, sostituendo l’insegna indicante il nome del poeta pescarese con quella di Sresko Kosovel, un poeta sloveno «che lottò contro l’italianizzazione forzata». Il gesto ha fatto insorgere la Lega sia a Reggio Emilia che a Pescara. «Ma cosa ha fatto d’Annunzio di così male da essere rimosso?», chiede la Lega giovani di Reggio Emilia. «Forse non era di sinistra. Anzi, sicuramente è per questo. In teoria era un’azione dimostrativa, ma non si sa mai che l’amministrazione comunale copi l’idea, non ci sarebbe da stupirsi».
A Pescara, il presidente Armando Foschi, appresa la notizia, ha scritto al sindaco Carlo Masci, chiedendogli di rappresentare «il nostro profondo disappunto e il nostro biasimo al sindaco di Reggio Emilia, inviandogli come cortese omaggio una copia della Carta del Carnaro in modo da scoprire chi fosse realmente d’Annunzio». La lettera è stata inviata anche al presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri e, per conoscenza, al presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli. «L’iniziativa, come si apprende dagli organi di stampa emiliani», sottolinea Foschi, «è stata assunta in una data simbolica con il fine di “promuovere una coscienza antifascista, antirazzista e femminista”, eliminando d’Annunzio “il poeta che esaltava la guerra” per portare alla ribalta il nome di un poeta che ha dato il nome a “una brigata partigiana in un’epoca nella quale la letteratura era bandita”. Poche, confuse e istituzionalmente imbarazzanti parole che mirano a promuovere una nuova ondata di revisionismo storico che semplicemente offende la città che ha dato i natali a uno dei simboli letterari non di Pescara o dell’Abruzzo, ma dell’intero Paese». (a.d.f.)