E a San Donato chiude il corso per allenatori

13 Aprile 2017

PESCARA. Nel carcere di San Donato i detenuti si preparano al ritorno in società partecipando a speciali percorsi di rieducazione alla legalità dedicati a chi ha la passione per il calcio e per l'alle...

PESCARA. Nel carcere di San Donato i detenuti si preparano al ritorno in società partecipando a speciali percorsi di rieducazione alla legalità dedicati a chi ha la passione per il calcio e per l'allenamento dei giovani.

Il corso “aspiranti mister scuola calcio”, che ha ottenuto il patrocinio della Figc di Pescara, si è tenuto nella casa circondariale. Il progetto, fortemente voluto dal settore tecnico della Asd Pro Tirino Calcio Pescara, in collaborazione con il direttore della struttura penitenziaria, Franco Pettinelli e con l’educatrice Ylenia Di Febo, è cominciato sabato 21 gennaio e si è concluso sabato 1 Aprile.

«La società Pro Tirino Calcio Pescara», spiega il presidente Luigi Di Fabio, «da anni, ha sempre dedicato passione e volontà nell’ambito del sociale e il corso è stato indirizzato ai detenuti selezionati dai responsabili della struttura carceraria». Durante le lezioni, sono stati affrontati i principali argomenti della tecnica di base, le competenze che deve avere un allenatore di scuola calcio, gli aspetti psicologici di un bambino mentre svolge le attività sportive. Inoltre, sono stati affrontati i temi del rispetto e dell’umiltà sportiva così come avviene nella vita di tutti i giorni. Una sessione pratica è stata dedicata nel campo di calcetto all’interno del carcere». Il progetto si è concluso con i quiz e la consegna degli attestati di partecipazione. Presenti una delegazione del settore tecnico della Pro Tirino Calcio Pescara formata da Antonio Di Cecco (direttore sportivo), Pino Gozzo (direttore tecnico), il direttore del carcere Pettinelli, il responsabile Figc, Luigi Campomizzi, e il consigliere comunale Adamo Scurti. «Questa, come tante altre iniziative in progetto», aggiunge il presidente Di Fabio, «rappresenta una delle occasioni per proseguire il percorso di rieducazione alla legalità per i detenuti». (y.g.)

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