E agli impiegati assegni da 1.200 euro al mese

7 Novembre 2016

PESCARA. Ammonta a 30.426.000 euro all’anno la spesa dell’amministrazione comunale per il personale. Si tratta di una delle cifre più alte del bilancio da 99 milioni di euro dell’ente. In Comune...

PESCARA. Ammonta a 30.426.000 euro all’anno la spesa dell’amministrazione comunale per il personale. Si tratta di una delle cifre più alte del bilancio da 99 milioni di euro dell’ente.

In Comune lavorano 797 dipendenti, di cui 789 di ruolo e 8 fuori ruolo. La maggior parte sono impiegati, ma ci sono anche diversi operai e commessi.

Lo stipendio medio mensile netto di un impiegato è di circa 1.200 euro al mese, ossia quasi un terzo di quello di un dirigente che percepisce sui 3.300 euro al mese. Mentre un direttore di dipartimento può arrivare fino a 3.800 euro netti al mese.

Sotto i dirigenti, troviamo i funzionari responsabili di servizi che incassano assegni mensili netti pari a 1.800-1.900 euro. In fondo alla classifica delle retribuzioni della pubblica amministrazione troviamo gli operai con stipendi di circa 800-900 euro netti al mese.

Quella per il personale, comunque, è una spesa corrente fissa che l’amministrazione non può modificare anche se si sono registrati diversi pensionamenti non rimpiazzati da nuove assunzioni, perché l’ente, in quanto in fase di predissesto, ha il tassativo divieto di fare nuove assunzioni. Alcuni posti liberi, quindi, vengono ricoperti con le procedure di mobilità.

Il risanamento dei conti è stato già avviato alla fine dell’anno scorso con un aumento di tutte le imposte locali al massimo, così come richiesto dal ministero dell’Economia e dalla Corte dei conti, che hanno provveduto ad approvare il Piano di rientro pluriennale. Piano portato avanti da ben tre assessori al bilancio che si sono dati il cambio nell’ultimo anno: Bruna Sammassimo, Adelchi Sulpizio e ora Giuliano Diodati.

Due le “zavorre” di cui risente il bilanci: nei prossimi 28 anni di esercizio c’è un disavanzo da reintegrare pari a 2.752.000 euro, questa la quota parte per il 2016, a fronte dei 63 milioni complessivi. La seconda zavorra sono 1.116.000 euro, di anticipo per il fondo di rotazione, ripartito in 30 anni grazie alla Legge di stabilità. Le linee guida per il risamento sono state la riduzione della spesa e il monitoraggio delle entrate.

«Abbiamo 386.000 euro in meno di interessi passivi», aveva spiegato di recente Sulpizio dopo la sua sostituzione con Diodati, «perché non prendiamo più mutui per coprire la cassa; grazie alle politiche di efficientamento energetico di Pescara gas, oggi Pescara energia, risparmiamo 130.000 euro; oltre 255.000 in meno per spese legate alle mense scolastiche perché la razionalizzazione del servizio lo ha consentito, sarà ancora meglio con il nuovo appalto; per energia elettrica abbiamo meno 847.000, si tratta di poste inerenti il palazzo di giustizia oggi a carico dello Stato».

«Abbiamo disposto risorse sulla polizia municipale», aveva aggiunto, «per aspetti sanitari e tecnici; su Cultura e turismo: 200.000 euro; sul museo delle Genti 200.000 che si aggiungono ai 50.000 per il museo Paparella Treccia e 50.000 che andranno anche all'Emp, coprendo così la prescrizione del collegio dei revisori di dare la certezza a tutti i capitoli giuridicamente obbligatori. Non si faranno più passi che sono più lunghi della gamba, come è avvenuto in passato».

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